Quanto guadagnano i top manager delle società italiane quotate?

2 agosto 2014 12:300 commentiDi:

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Nei paesi industrializzati dell’occidente sono sempre più all’ordine del giorno la formazione di fenomeni di squilibrio in merito alle retribuzioni di coloro che dirigono le grandi multinazionali e coloro che lavorano sotto di essi. Ma una ricerca compiuta di recente da R&S Mediobanca ha dimostrato che tale situazione, lungi da essere una circostanza che interessa essenzialmente il mondo oltreoceano, è decisamente presente anche in Italia. 

Gli stipendi dei dipendenti degli enti locali – Regioni e Comuni

Anche in Italia, infatti, alla luce dei fatti, vi sono forti squilibri in merito a stipendi e retribuzioni quando si guarda all’interno della stessa società. Basta compiere una piccola indagine tra le società italiane quotate in borsa, a Piazza Affari, per rendersi conto della situazione di divario che interessa top manager e loro sottoposti. 


Gli stipendi medi dei lavoratori dipendenti italiani nel 2013

Nella ricerca da poco effettuato sono ad esempio state considerate le realtà della grande industria. All’interno di queste ultime, infatti, lo stipendio di un top manager può arrivare a misurare ben 84 volte quello di un normale dipendente di una delle società amministrate. Questo si verifica in particolare quando alla carica di presidente della società si associa  quella di amministratore delegato.

Il rapporto medio, tuttavia, tra queste due realtà retributive, si assesta su un valore di 48 volte, ma scende anche a 21 volte se si parla solo di direttori generali. Il rapporto medio, tuttavia, anche in questo campo, è pari comunque a 36,1 volte.

Questi dati, letti da un altro punto di vista, sottolineano che un normale dipendente dovrebbe lavorare 36 anni di fila per arrivare a guadagnare quello che un dirigente percepisce in un solo anno di lavoro.

Questa tendenza, tuttavia, attiva oramai da una decina di anni, nel 2014 si è ulteriormente allargata.






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