Recensione film Pompei

20 febbraio 2014 10:041 commentoDi:

pompei

Il regista inglese Paul W.S. Anderson, dopo l’esperienza con “I tre moschettieri”, torna sul grande schermo con un film in costume, questa volta però scavando ancora di più nel passato e portandoci nel 79 d.C. a Pompei e raccontandoci le ultime ore di quelle che era una delle città più fiorenti dell’Impero Romano.

Non è la prima volta che il cinema, e non solo quello di Hollywood, racconta la drammatica esplosione del Vesuvio – avvenuta, secondo il racconto di Plinio il Giovane, il 24 agosto del 79 d.C. – questa volta Anderson, però, la arricchisce con una poderosa elaborazione in tre dimensioni, un lavoro eccellente in fase di post produzione che però ha il difetto di essere, in fin dei conti, l’unica parte interessante del film.

Il finale del film è spettacolare: fluttuanti nuvole di cenere ingoiano l’antica città romana e palle di fuoco piovono dall’alto; interi isolati della città scivolano nel mare e uno tsunami lacrime investe le strade, lo scorrere della lava livella tutto lungo il suo infuocato cammino.


Quando Anderson ci mostra l’eruzione del Vesuvio, il film è totalizzante. C’è solo da aspettare più di un’ora di dialoghi poco interessanti e di mielosi sguardi tra il bello e schiavo e la bella e ricca per arrivarci. Unica nota di colore, gli addominali perfettamente scolpiti del protagonista Milo (Kit Harington di “Game of Thrones”).

In sostanza, “Pompei” si pone a metà strada tra “Il Gladiatore” e “Titanic”: del primo riprende la storia dello schiavo-gladiatore che ambisce alla libertà, senza però raggiungere neanche lontanamente il dramma espresso da Russel Crow, del secondo c’è la storia d’amore impossibile tra il bello e fascinoso ma povero, qui anche schiavo, e la donna, anche lei naturalmente bellissima (si tratta di Emily Browning), ma proveniente da un’altra classe sociale e promessa già ad un altro uomo, che si scopre essere uno degli assassini della famiglia di lui.

Ma niente di tutto questo conta davvero una volta che la terra comincia a tremare e il Vesuvio si risveglia dal suo sonno. Gli effetti speciali sono bellissimi, di perfetta fattura, forse anche troppo dato che in alcuni momenti la sensazione di vedere qualcosa di generato al computer mette in secondo piano il dramma che i personaggi stanno vivendo.

 

 






Tags:

1 commento

Lascia una risposta