Quanto rende affittare un immobile

18 giugno 2012 11:190 commenti

Investire nel mattone esclusivamente al fine di ottenere una remunerazione futura sotto forma di canone mensile oggi non appare un grande affare, soprattutto in considerazione delle imposte da versare e delle varie spese da sostenere in sede di acquisto, quantificabili tra il 10% e il 15% circa del prezzo. Solo se si calcolano le spese dovute a titolo di imposte in sede di acquisto (che tra le altre cose risultano più onerose in quanto chi acquista a tal scopo in genere ha già un’altra abitazione e quindi non può beneficiare delle agevolazioni concesse sulla prima casa) e quelle per il notaio, si perdono già due o tre anni di incassi di canone. A fronte di ciò, dunque, un investimento di questo tipo ha senso solo se il prezzo di acquisto è davvero conveniente e se ci si accontenta di cogliere i frutti del proprio investimento nel lungo termine.

STIMA VALORE IMMOBILE

Discorso diverso è invece da fare nel caso in cui si ha già una seconda casa e, non riuscendo a venderla, si decide di affittarla per recuperare le spese in attesa di tempi migliori. In questo caso, infatti, il rendimento può arrivare fino al 5%.


A dimostrarlo è un’indagine condotta da CorrierEconomia ipotizzando che per l’assolvimento delle imposte sui redditi si ricorra alla cedolare secca, un’opzione vantaggiosa se si considera che forfettizza al 21% le tasse sui canoni e permette quindi di dimenticarsi dell’Irpef e dell’imposta di registro, anche se presenta come contropartita l’impossibilità di apportare variazioni al canone di locazione, un qualcosa non da poco in un periodo in cui l’inflazione viaggia al 3%. La tassazione ordinaria, tuttavia, se è vero che consente di aggiornare il canone è anche vero che porta il prelievo fiscale a quasi il doppio di quello che si pagherebbe optando per la cedolare secca.

SPESE ACQUISTO SECONDA CASA

In base ai risultati dell’indagine pubblicati sul supplemento economico e finanziario del Corriere della Sera, la città che rende di meno è Bologna, con un rendimento netto del 3,2% per un trilocale semicentrale  e del 3,5% per un bilocale in periferia. Segue Firenze con un rendimento netto rispettivamente del 3,4% e del 3,6%, Milano con 3,9% e 4,3%, Torino con 3,9% e 4,5%, Genova con 4,1% e 4,5%, Napoli con 4,0% e 4,6%, Roma con 4,3% e 4,6% e infine, la più redditizia, Palermo con 4,3% e 5,0%.






Tags:

Lascia una risposta