Ricordi personali aiutano a immaginare il futuro

5 novembre 2012 12:330 commenti

I ricordi personali diventano la base per immaginare il nostro futuro. È quanto emerge da un recente studio pubblicato su New Scientist e condotto dal professor Daniel Schacter, psicologo della Harvard University.

Dietro l’immaginazione del nostro futuro si celerebbe la nostra memoria personale.

La teoria avanzata dal professor Schacter in effetti rivoluziona quello che si è sempre creduta essere la funzione principale della memoria, ossia la conservazione dei ricordi che potesse costruire e mantenere un’identità personale. Secondo il professor Schacter invece la nostra memoria assolve funzioni ben più complesse al punto tale da influenzare anche le decisioni da prendere per il futuro.

La nuova teoria sul rapporto fra basi neurali di immaginazione e ricordo sta suscitando un certo interesse fra gli studiosi anche perché tra l’altro è già stato dimostrato che i ricordi degli eventi passati possano influenzare i processi di giudizio che sono alla base dei comportamenti della vita quotidiana. La teoria ha trovato un punto di partenza e un riscontro negli studi di visualizzazione cerebrale condotte dal professor Endel Tulving: un suo paziente che soffriva di amnesia e che aveva perso la memoria episodica (su sui si fonda l’autobiografia interiore) non riusciva a prevedere il proprio futuro.

Ma gli scettici fanno notare che quella che viene definita poi come memoria autobiografica è molto selettiva: possono mancare ad esempio parti di momenti molto importanti della vita e possono essere presenti eventi apparentemente di scarsa rilevanza. In questo modo la previsione del futuro basato sulla memoria autobiografica trarrebbe spunto da dati mancanti e quindi potrebbe essere decisamente poco affidabile. 

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