Rientrato allarme per tempesta solare gigante

16 maggio 2012 09:450 commenti

Solo pochi giorni fa gli esperti della Nasa avevano lanciato l’allarme del mostro, l’enorme macchia solare chiamata AR 1476. Con la sigla si identifica un gruppo di macchie visibili a occhio nudo, senza telescopio, che si estendono per oltre 160.000 chilometri quadrati sul sole che era stata individuata dal Solar Dynamics Observatory (Sdo) della Nasa.

Il rischio concreto era che la macchia potesse provocare delle tempeste magnetiche molto forti che avrebbero potuto provocare danni in tutto il pianeta. In realtà qualche problema c’è stato, ma si è trattato di disturbi alle comunicazioni satellitari e interruzioni delle trasmissioni radio ai Poli. Nulla di davvero allarmante perché in realtà la macchia ora si è sgonfiata e l’emergenza sta lentamente rientrando.

TEMPESTA SOLARE IN ARRIVO

A lanciare l’allarme erano stati gli americani che avevano però esagerato, come sottolineano all’Inaf, l’Osservatorio di Trieste. La macchia solare era notevole, in termini di emissioni e dimensioni, anche se non ha mai rappresentato davvero qualcosa di eccezionale.

Secondo l’Inaf infatti l’attività solare risulta nella norma e la macchia risulta in fase di decadimento: il cosiddetto mostro ha in realtà raggiunto solo il penultimo livello di intensità energetica senza arrivare a emissioni davvero considerevoli. I problemi potrebbero però arrivare nel futuro quando le emissioni potrebbero arrivare al massimo livello al punto tale da scatenare delle tempeste magnetiche davvero temibili. All’Inaf spiegano che grandi tempeste magnetiche possono verificarsi ogni 500 anni: l’ultima registrata è stata nel 1921 quando negli Stati Uniti ci furono lunghi black out elettrici.

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