Romanzi di Jane Austen attivano intensa attività cerebrale

3 novembre 2012 15:110 commenti

È noto che la lettura attivi un certo coinvolgimento da parte degli individui, ma sempre più spesso gli studiosi si concentrano sulle precise modalità di attivazione. Tuttavia un recente studio condotto da Natalie Phillips del Center for Cognitive and Neurobiological Imaging della Stanford University, ha dimostrato inattese reazioni dell’individuo di fronte alla lettura dei vecchi romanzi cartacei.

Lo studio si è concentrato in particolare sui romanzi della scrittrice inglese Jane Austen e ha dimostrato che riescono ad assorbire totalmente il lettore. I ricercatori hanno sottoposto i volontari (un gruppo di studenti universitari di lingua e letteratura inglese) ad alcuni test di imaging cerebrale e di monitoraggio di battito cardiaco mentre leggevano un paio di capitoli del romanzo Mansfield Park di Jane Austen. Ebbene il romanzo si è rivelato il classico esempio di testo che è riuscito ad assorbire completamente il lettore.


Lo studio si è svolto in due diverse sessioni: all’inizio ai volontari è stato chiesto di leggere spontaneamente i due capitoli del romanzo, e poi è stato chiesto loro di leggere le stesse pagine, ma in modo più critico e attento. In questa seconda fase i soggetti sono stati invitati a prestare attenzione anche alla struttura formale del testo, ai temi e agli schemi letterari del romanzo.

E i ricercatori sono riusciti ad osservare dei dati interessanti circa gli schemi di attivazione neuronale nelle diverse modalità di lettura. È stato chiaro che nella seconda fase sono emerse le attività legate soprattutto all’attenzione e alla cognizione, mentre nella prima fase sono stati attivati non solo i centri del piacere (con una lettura spontanea), ma anche le aree legate all’emozione e all’immaginazione. In pratica è stata osservata un’attività “neuronale” della capacità narrativa di Jane Austen capace di stimolare con le parole scritta le immagini e le emozioni.






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