Sarah Scazzi “Il corpo ritrovato potrebbe non essere il suo”

Sono passati tre mesi dalla tragica morte della giovane Sarah Scazzi, era esattamente il 26 agosto e ancora oggi i dubbi tormentano, gli inquirenti non sono ancora riusciti a dare una svolta decisiva al caso, nonostante la confessione di Michele Misseri e le lunghe giornate passate a studiare ogni minimo indizio, ogni trascurabile dettaglio capace di condurre ad un risultato concreto alla risoluzione della vicenda. Una situazione tortuosa che ogni giorno presenta nuove e intricate sfumature.


Ed è proprio di queste ore la notizia che la quindicenne di Avetrana potrebbe essere morta in un orario diverso di quello deposto agli atti, ossia tra le 14.28 e le 14.35. Le analisi effettuate dai Ris di Roma avrebbero escluso la presenza di cibo nello stomaco della ragazza. Questo significherebbe che Sarah il giorno della sua morte, ebbe tutto il tempo, circa due ore, per digerire il pasto, un sofficino o un cordon bleu, consumato prima di uscire di casa per recarsi dalla cugina Sabrina, che l’aspettava a casa. Tutto ciò è emerso da alcune indiscrezioni, non ancora confermate

”Se le indiscrezioni fossero confermate, tutto cambierebbe, a cominciare dall’orario in cui è stata uccisa Sarah e le parole di Michele Misseri sarebbero ancora una volta smentite”. Sottolinea l’avv.Vito Russo, uno dei legali di Sabrina Misseri. “I dubbi in questa vicenda si moltiplicano e anche le certezze degli inquirenti cominciano a vacillare”. Prosegue l’avvocato.

In questo caso, l’ora della morte andrebbe a spostarsi in avanti, ridisegnando la scena del delitto. Che potrebbe essere avvenuto in un luogo diverso dal garage e dalla stessa casa dei Misseri.

“Sarah Scazzi potrebbe essere stata uccisa nei pressi del pozzo in cui è stato ritrovato il cadavere,vicino a contrada Mosca”. Asserisce l’avvocato Vito Russo, intervenuto ieri sera alla Vita in diretta su Rai 1, il quale ha aggiunto di avere un’ «idea molto vaga» sulla vicenda, ponderata sulla base dell’interpretazione degli atti processuali: “Sarah potrebbe essere stata colpita e trasportata in luogo differente dove poi è stato consumato il delitto”. Ha ipotizzato il difensore di Sabrina.

Emilia Velletri uno degli stessi legali di Sabrina ha, inoltre, sostenuto, durante la trasmissione “Quarto Grado” andata in onda su Rete 4 ieri sera: “Il cadavere trovato nel pozzo potrebbe non essere quello di Sarah, manca la certezza che la vittima sia davvero Sarah. Lo abbiamo eccepito anche di fronte al Tribunale del Riesame. Lo dicono gli atti, non è stato possibile effettuare l’identificazione del cadavere da parte della madre perché‚ era senza volto. In merito alla comparazione del Dna (della vittima con quello dei parenti) non risulta nulla. Non abbiamo risultati. Non ci sono risultati agli atti. Non si sa se quel cadavere è della cugina della mia assistita. L’unico dato oggettivo sono i tabulati telefonici”.

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