Home / approfondimenti / Scoiattoli a Milano. No sono solo ratti

Scoiattoli a Milano. No sono solo ratti

ratti a milano

Una coppia di turisti è rimasta sbalordita a Milano, dopo aver visto alcuni animali sugli alberi della città “Guarda, ci sono gli scoiattoli!”. 

Ma è stato solo un abbaglio di pochi istanti, infatti,  dalle loro dimensioni quei grossi roditori sono stati scambiati per simpatici scoiattoli, ma purtroppo erano dei grossi ratti, che si stavano cibando sui rami degli alberi. 

L’allarme topi riguarda tutta la cità della Madonnina,   Navigli,  parco Sempione, Brera. 

“Le fogne sono infestate ovunque”,  assicura Susanna Cantoni, direttrice del dipartimento di prevenzione dell’Asl, “E i topi si riproducono molto velocemente. Bisogna procedere con interventi di derattizzazione costanti per riuscire ad arginare il fenomeno.Quando i topi cominciano a zampettare per le strade e nei giardini pubblici significa che le loro tane sono state disturbate, magari da qualche ruspa. Se li vediamo in giro significa che stanno migrando in cerca di un nuovo rifugio o, come nel caso di Brera, hanno trovato un’oasi adatta alla loro colonia, con cibo e verde a volontà“. Ha  spiegato la dottoressa Cantoni. 

Molta gente residente colpevolizza i ristoratori per il costante moltiplicarsi dei roditori in città, poichè alla chiusura dei loro esercizi, riversano fuori, riempendo i marciapiedi,  sacchi dell’immondizia stracolmi di residui alimentari. 

Secondo i titolari dei locali, invece, la responsabilità è da ricercare tra gli operatori dell’Amsa di Milano, i quali non provvedono al servizio di pulizia della città in tempi utili. 

Gli operatori Amsa,  dal canto loro, ribadiscono che a causa di lamentele ricevute da parte di alcuni residenti, loro non possono provvedere ad effettuare la raccolta dei rifiuti all’alba, proprio per non causare rumori molesti e per non disturbare il sonno degli abitanti. 

Pare proprio che il raggiungimento della meta sia alquanto difficile. 

Il caso allora è da considerasi come il famoso detto “Il gatto che si morde la coda” o forse è meglio  “Il topo che si morde la coda”.