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Scoperta area cerebrale del bluff

Il bluff? Tutta una questione di cervello. Lo rivela uno studio del gruppo di ricerca del Duke Center for Interdisciplinary Decision Science (D-CIDES) della Duke University recentemente pubblicato su Science. Il gruppo di studiosi è riuscito in pratica ad individuare la parte del cervello che si attiva nel momento in cui l’individuo decide se mettere in atto o meno il bluff.

Si tratta di una piccola area, una giunzione temporo-parietale che viene attivata per solo nel momento in cui il nostro avversario è un essere umano. Lo studio è stato effettuato su un numero di giocatori di poker e i ricercatori hanno osservato che la giunzione interessata resta silente se l’avversario in questione è un computer.

L’area è stata individuata attraverso una risonanza magnetica funzionale cui sono stati sottoposti i volontari, giocatori di poker e i ricercatori hanno osservato che i giocatori erano propensi al bluff nel caso in cui fosse toccata loro una mano debole, ma solo nel momento in cui l’avversario era un essere umano.

► RISONANZA MAGNETICA DEL CERVELLO SVELA FUTURO DELL’INDIVIDUO

Questo perché consideravano l’individuo un avversario più pericoloso rispetto al computer. La zona temporo-parietale interessa l’incrocio strategico di due diversi flussi d’informazioni, confermando che durante l’esperimento le regioni del cervello di natura sociale non veicolavano informazioni specifiche sul contesto, a conferma della notevole testimonianza della flessibilità ed efficienza del nostro cervello. L’esperimento è da considerarsi importante anche in virtù delle decisioni dell’individuo in situazioni sociali e in contesti non sociali.

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