Shining il romanzo, tutto ciò che c’è da sapere

5 gennaio 2014 09:580 commentiDi:

the shining stephen king

Tra poco più di tre mesi arriverà nelle librerie italiane Doctor Sleep, il nuovo romanzo di Stephen King e sequel del suo capolavoro Shining. Negli Stati Uniti il libro è già stato pubblicato ed ha riscosso un immediato successo, tanto da piazzarsi immediatamente al primo posto delle classifiche di vendita del New York Time.

L’attesa è più che giustificata, dato che il suo predecessore fu un vero e proprio caso editoriale che fece arrivare Stephen King alla fama internazionale, un successo dimostrato anche dalle diverse versioni che sono state fatte di questo racconto: prima il libro, poi il film omonimo diretto nel 1980 da Stanley Kubrick e, in ultimo, un riadattamento per la televisione scritto dallo stesso King.

Fare un confronto tra le tre versioni è impresa molto ardua, il supporto utilizzato per la narrazione della storia ne influenza sia lo svolgimento che la ricezione e, forse proprio per questo, Stephen King non ha mai apprezzato la versione di Kubrick, nonostante il film sia stato salutato come un capolavoro da critico e pubblico.

Ma, anche se non si può fare un confronto, è comunque molto interessante provare ad analizzare come la follia di Jack Torrance è stata raccontata nei tre diversi formati, romanzo, film e mini serie per la tv, quali temi sono stati privilegiati e come tutto questo ha influenzato la percezione dell’utente. Partiamo con l’analizzare il romanzo scritto da Stephen King nel 1977.

Shining di Stephen King, tutto ciò che c’è da sapere sul romanzo del Re dell’Horror

Shining, il romanzo originale di Stephen King è un racconto multi-prospettico che commuta tra i monologhi interiori di Jack Torrance, protagonista della storia che da poco ha smesso di bere, di sua moglie assediato Wendy e del loro figlio di cinque anni Danny – protagonista a sua volta di Doctor Sleep, il sequel scritto dallo stesso King – durante la loro permenenza in uno splendido ma molto isolato hotel, l’Overlook.

Stephen King, all’inizio del romanzo, spiega con molta attenzione quali sono state le circostanze che hanno portato la famiglia Torrance fino a lì, raccontando molto dettagliatamente la serie di scelte sbagliate che un uomo intelligente, colto e fantasioso come Jack Torrance ha fatto per finire a lavorare come custode in questo lussuoso hotel nel mezzo del nulla. Tra le tante scelte sbagliate di Jack ci sono l’alcolismo e i comportamenti distruttivi da questo provocati che continuano anno dopo anno anche dopo che Jack ha smesso di bere: l’alcolismo lo porta ad aggredire uno studente, il che gli ha fatto perdere il lavoro di insegnante con il quale manteneva la sua famiglia.

Moltissimi romanzi hanno come personaggio principale un alcolizzato, ma King per la prima volta racconta la storia di un ubriacone a secco, tanto da rendere Jack Torrance un caso da manuale: pieno di rabbia, autocommiserazione e senso di colpa, Jack è incline ad auto isolarsi e ad incolpare gli altri del suo fallimento.

Vicino lui c’è Wendy, che sopporta il peso degli sbalzi di umore di Jack, ancora aggrappata al ricordo di un amore che ormai è finito: anche per lei Stephen King non risparmia critiche, anzi, suggerisce che Wendy rimane con suo marito anche se lui è un alcolizzato e violento perché l’unica alternativa sarebbe quella di tornare da sua madre, una condizione, almeno secondo il ritratto che King fa della donna, peggiore che restare con suo marito.


In mezzo a loro c’è il piccolo Danny, un bambino di cinque anni che nonostante sia molto piccolo, sa che nella sua famiglia c’è qualcosa che non va, anche grazie al suo potere, quella luccicanza che è protagonista indiscussa della storia.

La famiglia Torrance è una bella e normale famiglia americana, tranne per il fatto che, grazie al narratore onnisciente, il lettore conosce i loro segreti e sa che dietro a tutto questo si nasconde frustrazione, miseria, e anche la paura dell’uno verso l’altro.

Una volta che i Torrance arrivano a quella che sarà la loro residenza per tutto l’inverno, Stephen King inizia a racconatre la storia attraverso i monologhi interiori dei suoi personaggi con i quali gioca abilmente passando velocemente da un punto di vista all’altro e per fare dei salti temporali all’indietro.  L’Overlook prende gradualmente forma come una presenza maligna che avrà un’influenza diversa sui tre personaggi protagonisti di Shining.

Stephen King è volutamente vago sugli effetti che il male ha sulla realtà dell’Overlook: sebbene suggerisca che il potere dell’hotel derivi dagli eventi negativi che si sono verificati in passato (soprattutto omicidi e suicidi tra gli ospiti), pone anche il dubbio che la causa sia il fatto che l’hotel è stato costruito su un cimitero indiano.

Le forze maligne presenti all’Overlook Hotel di Shining si manifestano in modo fisico con esperienza soprannaturali vissute da tutti e tre i Torrance, poi ci sono i fantasmi tradizionali, le presenze di ospiti passati e del personale (le amanti delle feste nella sala da ballo, il cadavere nella vasca da bagno), ma non basta questo a rendere l’orrore che si cela in quel posto. Stephen King fa un passo avanti e, attraverso il personaggio di Delbert Grady che appare a Jack da solo, dandogli istruzioni specifiche per conto dell’hotel e che riesce con la sua forza a spingere Jack oltre il limite della follia per raggiungere i suoi fini specifici.

Shining il romanzo, i pregi

Fin qui, tutto bene. Le parti migliori di Shining sono quelle che raccontano la disintegrazione della psiche di Jack e di quello che la sua mente malata e allucinata (forse) gli fa vedere, mentre Danny e Wendy sono ancora in grado di mantenere la distinzione tra realtà e allucinazione e urlare abbastanza forte per scacciare gli spiriti. E’ facile vendere al lettore l’idea che una entità soprannaturale potrebbe sussurrare all’orecchio di un uomo abbastanza a lungo per fargli aggredire la moglie e il figlio con un martello , soprattutto se l’uomo vive già da tempo in una condizione di frustrazione e menzogna. I demoni interiori di Jack sono perfettamente in grado di ucciderlo anche senza l’assistenza dell’Overlook. 

Shining il romanzo, i difetti

Ed è proprio qui che sta la debolezza del romanzo di Stephen King, ovvero nel modo incoerente in cui l’Overlook è in grado di manipolare la realtà fisica. All’inizio, lo Chef Halloran dice a Danny che l’hotel non può fargli del male, che le eventuali brutte cose che vede sono “come le immagini in un libro… basta guardare dall’altra parte e quando si guarda di nuovo se ne saranno andate”. Halloran, anche lui dotato della luccicanza come Danny, ha lavorato lì per un po’ e quindi dovrebbe sapere cosa accade lì dentro. Eppure, l’hotel sembra essere in grado di fare molto di più che mostrare immagini spaventose.

Forse l’aspetto meno convincente del libro è l’esercito di animali l’hotel usa per minacciare e poi attaccare Danny, Jack e  Halloran, poi c’è la strana apertura di una porta chiusa a chiave da parte di Grady. I fantasmi possono farlo? Se possono, perché non l’Overlook non ha fatto cadere un lampadario sulla testa di Danny se questo era il suo scopo?

 






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