Cos’è e come funziona l’estradizione

1 febbraio 2014 16:080 commentiDi:

manette

In queste ore, dopo è arrivata la condanna della Corte di Firenze per Amanda Knox e Raffaele Sollecito a 28 e 25 anni di carcere per l’omicidio di Meredith Kercher, avvenuto a Perugia nel lontano novembre del 2007, si parla della possibilità di estradizione per Amanda, ovvero la possibilità che la ragazza sconti la sua pena in Italia e non negli Stati Uniti.

Ci vorrà molto tempo prima che questa questione arrivi ad una sentenza definitiva e, quindi, prima che il Ministero della Giustizia italiano faccia richiesta alle autorità americane di consegnare la giovane alla nostra giustizia: gli avvocati difensori di entrambi gli imputati hanno annunciato che impugneranno la sentenza e che ricorreranno in appello. Impossibile, quindi, che l’Italia faccia questo passo prima che la Corte di Cassazione arrivi ad una sentenza, questa volta definitiva.

Amanda Knox non è l’unico personaggio per cui si è sentito parlare di estradizione. Qualche anno ci fu il caso di Cesare Battisti, per il quale l’Italia ha richiesto l’estradizione alle autorità brasiliane senza però mai ottenerla.

Anche se sempre di estradizione si tratta, i due casi sono molto diversi tra loro: cerchiamo allora di fare un po’ di chiarezza sull’estradizione, spiegando cos’è e come funziona.

Cos’è l’estradizione

L’estradizione è un meccanismo di cooperazione internazionale tra Stati Sovrani (ovvero stati che si riconoscono come tali tra di loro) che collaborano al fine di assicurare alla giustizia chi ha commesso un reato.

In pratica, attraverso questo meccanismo, uno Stato consegna ad altro Stato un soggetto al fine di sottoporlo a giudizio secondo le leggi che esistono nel paese dove è stato commesso il reato (in questo caso si parla di estradizione processuale) oppure affinché il criminale, già giudicato secondo le leggi del paese dove è stato commesso il reato, sconti qui la condanna comminata in modo irrevocabile (questo tipo di estradizione  viene definita esecutiva).

L’istituto dell’estradizione è regolato dai codici penali di ogni nazione e da accordi internazionali tra gli stati che hanno deciso di comune accordo quali sono i criteri perché si possa chiedere ed eventualmente concedere l’estradizione.

In generale, per la richiesta di estradizione deve sussistere un requisito fondamentale, ovvero la doppia incriminazione: questo vuol dire che il reato commesso dal soggetto deve essere riconosciuto come tale da entrambi gli stati. Non costituisce invece requisito fondamentale per la richiesta di estradizione che il reato abbia la stessa qualificazione giuridica (ovvero sia descritto allo stesso modo e preveda lo stesso tipo di pena) nei due ordinamenti giuridici.


Tornando al caso di Amanda Knox, la richiesta può essere fatta e anche concessa, in quanto ai sensi dell’accordo sull’estradizione tra l’Italia e gli Stati Uniti affinché una persona venga estradata deve aver commesso una violazione considerata un reato in entrambi i Paesi e per la quale la legge prevede una pena superiore a un anno di carcere.

Estradizione attiva ed estradizione passiva

Esistono due tipo di estradizione, quella attiva e quella passiva. Nel primo caso è il Procuratore Generale della Corte d’Appello dove è stata pronunciata la condanna a presentare la richiesta al Ministero della giustizia perché questo faccia la relativa domanda alle autorità straniere competenti dove il soggetto da estradare si trova.

Il secondo tipo di estradizione, quella passiva, riguarda le richieste di estradizione che arrivano al Ministero della Giustizia italiano da parte di uno Stato estero che, una volta ottenuto il parere della Corte d’Appello del luogo dove l’imputato o condannato ha la residenza, dimora, domicilio o dove si trova fisicamente nel momento della domanda, può decidere se concederla o meno.

Esistono casi in cui l’estradizione è vietata?

Come detto in precedenza, la richiesta e l’eventuale concessione dell’estradizione è regolata da accordio tra i gli Sati e dalle leggi di ogni singolo Stato, quindi possono esistere dei casi in cui, pur sussistendo tutti i requisiti per la richiesta e la concessione, l’estradizione è comunque vietata.

La legislazione italiana in materia riconosce al soggetto estradando specifici diritti che pongono una serie di limiti alla concessione dell’estradizione per l’estero. Nello specifico, in Italia l’estradizione è vietata per:

  • reati politici;
  • nei casi in cui vi sia ragione di ritenere che la persona richiesta verrà sottoposta ad atti discriminatori, persecutori, a trattamenti crudeli, disumani,  degradanti o comunque che violino diritti fondamentali della persona;
  • il fatto per il quale è stata richiesta l’estradizione è prevista la pena di morte dalla legge dello Stato richiedente.

Esistono paesi che non prevedono l’estradizione?

Nonostante l’estradizione sia regolata da accordi internazionali, ci sono alcuni paesi che non hanno ancora stretto accordi bilaterali con l’Italia in tal senso. In questi statti, quindi, non esiste la possibilità di estradizione verso l’Italia.

Porto franco di chi ha qualche conto in sospeso con la giustizia, tra questi paesi ci sono Capo Verde, Belize, Giamaica, gli Emirati Arabi Uniti, il Nepal, la Cambogia, il Madagascar, la Malesia, la Namibia e le Seychelles.






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