Esenzione TASI inquilini in affitto: ecco le soglie minime

9 ottobre 2014 14:120 commenti

Anche gli inquilini di un appartamento devono pagare la TASI ma nel loro caso, il calcolo potrebbe portare ad una somma da versare inferiore a 12 euro. In questo caso la tassa non va pagata. Sono disponibili a riguardo degli esempi pratici.

Gli inquilini che nel calcolare l’importo dovuto della TASI scoprono che questa è inferiore a 12 euro, possono non pagare l’imposta. Il calcolo è presto fatto. Facciamo il caso del comune di Milano dove per un appartamento che abbia la rendita catastale fino a 850 euro, la TASI non supera la soglia d’esenzione. Ne deriva che a pagare sono soltanto coloro che vivono in appartamenti con circa 900 euro di rendita. Spostandoci da Roma a Milano, scopriamo che anche con rendite inferiori a 900 euro si supera la soglia di esenzione. Qual è allora la regola generale?

Il Comune delibera la TASI e poi definisce una quota per l’affittuario che varia dal 10 al 40 per cento. Anche se l’inquilino indica quell’abitazione come prima casa, per il calcolo dell’aliquota si fa riferimento alla destinazione d’uso del proprietario. Facciamo nuovi esempi considerando l’aliquota TASI allo 0,08%, la rendita catastale di 500 euro e l’aliquota a carico dell’inquilino prima del 10, poi del 20, poi del 30 per cento.

Tasi 2014 su immobili in affitto – Le norme per proprietari e inquilini

Con una rendita di 500 euro rivalutata del 5% e moltiplicata per 160 si ottiene un imponibile di 84 mila euro. L’aliquota TASI prevede il pagamento di 67,2 euro. Se per l’inquilino è definito il 10% dovrebbe pagare 6,7 euro, se fosse il 20% dovrebbe pagare 13 euro e se fosse 30% dovrebbe pagare circa 20 euro. Soltanto se la rendita è 900 euro in tutti e tre i casi si supera la soglia di esenzione. L’imposta va pagata con un anticipo ad ottobre e un saldo a dicembre.

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