Stamina: come il Metodo di Vannoni è diventato un caso giudiziario. Le tappe, i segreti e le falle di questo metodo – Terza parte

17 gennaio 2014 23:380 commentiDi:

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Fare luce sul caso di Davide Vannoni e del Metodo Stamina da lui inventato non è cosa semplice, soprattutto perché in gioco ci sono le vite di tante persone che, purtroppo colpite da malattie per cui ancora non si è trovata una cura, vedono nelle cellule staminali l’unico modo per curarsi e per poter continuare a vivere.

La questione si fa ancor più difficile perché lo stesso Vannoni ha da sempre pubblicizzato il suo metodo come una possibile cura per i bambini affetti da malattie neurodegenerative. Emblematico è il caso della piccola Sofia, la bambina di tre anni che è diventata il simbolo di coloro che in questi ultimi tempi si sono battuti a favore di questa cura.

Ma, adesso, sappiamo che le cose non stanno così, il Metodo Stamina, almeno così come lo ha proposto e somministrato ai suoi pazienti Davide Vannoni, non ha dato alcuna evidenza scientifica di essere realmente una cura efficace. Ma di tempo per arrivare a questa conclusione ce n’è voluto molto e la questione non è ancora definitivamente chiusa.

Stamina: come il Metodo di Vannoni è diventato un caso giudiziario. Le tappe, i segreti e le falle di questo metodo.

Stamina: come il Metodo di Vannoni è diventato un caso giudiziario. Le tappe, i segreti e le falle di questo metodo – Seconda parte

Il governo vuole avviare la sperimentazione su Stamina, ma mancano i protocolli di ricerca

Siamo ormai a metà dello scorso anno, il governo ha emanato e approvato un decreto legge, il Decreto Balduzzi, che permette a coloro che hanno già iniziato le cure di poterle continuare senza doversi rivolgere ai vari tribunali regionali per ottenere il permesso e dà anche avvio ad una sperimentazione controllata su Stamina, che finanzia con ben 3 milioni di euro di fondi pubblici.

L’inizio della sperimentazione è previsto per il luglio del 2013, nonostante le tante denunce sul Metodo Stamina, la sua inefficacia e la sua pericolosità lanciati dalla comunità internazionale nel suo complesso. Nessuna di queste viene ascoltata, il Governo e la Stamina Foundation sono pronte per dare avvio ai primi esperimenti, manca solo la consegna dei protocolli da parte di Vannoni.

I protocolli sono un documento essenziale per iniziare la ricerca, sono documenti che devono passare al vaglio di un’apposita commissione che darà poi le linee guida della sperimentazione, ma questi documenti non arrivano, in un primo momento perché c’è da sistemare i dati per renderli adeguati alle direttive europee: si devono indicare sia le  linee teoriche che pratiche della ricerca, si devono indicare i risultati ottenuti, quanti pazienti e quali malattie saranno interessate dalla sperimentazione e via dicendo, tutti dati che Vannoni sembra non avere.

Un nuovo ricorso al Tar

La documentazione viene poi consegnata il 1° agosto del 2013, appena in tempo sulle scadenze previste dal Ministero che si prende il suo tempo per decidere il da farsi. Il 29 agosto arriva il primo parere negativo su Stamina, quello del comitato scientifico che motiva la risposta con la «mancanza di basi scientifiche» e la presenza di elementi di pericolosità per i pazienti.

Come già accaduto in precedenza, Vannoni fa ricorso al Tar del Lazio. Prima che il Tar del Lazio esprima la sua sentenza, arriva il blocco della sperimentazione da parte del Ministero (10 ottobre 2013), fatto che scatena una grande protesta da parte di malati e dei loro famigliari.

Pochi giorni dopo la protesta, arriva la sentenza del Tar del Lazio che accoglie il ricorso di Vannoni e sospende il parere del comitato scientifico contrario alla sperimentazione. Un nuovo comitato viene nominato il 28 dicembre e, secondo le prime relazioni stilate, dietro al Metodo Stamina ci sarebbero interessi commerciali, impropriamente collegati a un possibile finanziamento pubblico e in evidente conflitto con l’interesse la legge che autorizzava la sperimentazione.

I segreti di Stamina

Quello che doveva essere scoperto è finalmente venuto alla luce. Ormai il Metodo Stamina si è rivelato in tutta la sua drammaticità: si tratta di una vera e propria truffa, ai danni dei pazienti, dello stato, dell’opinione pubblica e di tutti coloro che si adoperano ogni giorno per far progredire la medicina.

Vannoni è sotto inchiesta e sono tanti i reati imputati a lui e al suo staff, ma questa, purtroppo, non è storia recente, la prima volta che il nome di Vannoni arrivo alle orecchie delle forze dell’ordine fu nel 2009, come mostrano alcune informative dei carabinieri datate 29 giugno 2009 in cui si possono leggere delle interessanti dichiarazioni dei dipendenti di Cognition, il call center che Vannoni aveva trasformato in laboratorio per la somministrazione delle sue cure a base di cellule staminali.

Tra queste, la testimonianza di Rebecca P.:

Conosco il professor Vannoni dal 1999 per incarichi professionali. Sono entrata in Cognition nel 2007 nella veste di consulente. Ho svolto il ruolo di responsabile di ricerche di mercato… Ho deciso di tagliare i contatti in occasione di una telefonata che ho avuto modo di ascoltare. La biologa Olena parlava in tono concitato con Vannoni, sostenendo che un paziente stava male a causa di una puntura di staminali. Diceva che quel paziente era da inviare in ospedale…

Secondo Rebecca P., inoltre, all’epoca Vannoni riceveva anche il sostegno di alcuni importanti personaggi politici, tra i quali anche il vice presidente della Regione Piemonte Paolo Peveraro, l’assessore Andrea Bairati e il presidente della Regione Mercedes Bresso, che avrebbero dovuto finanziare l’attività di Vannoni con una somma di 500.000 euro.

Nulla di fatto, alla fine, l’accordo salta e Vannoni non riceve i soldi dalla Regione Piemonte, ma trova comunque una soluzione chiedendoli ai suoi pazienti (per cure che sono state proposte come gratuite), ma non solo.

Dalle indagini, infatti, emergono prove di un accordo tra la Stamina Foundatione e Medestea, multinazionale farmaceutica di Torino che già da tempo si occuoa di commercializzazione delle cellule staminali e che con Vannoni avrebbe dovuto esportare queste cure in Cina, aumentando così considerevolmente il suo business e il conto in banca di questo ex professore dall’animo da imprenditore.

Le tappe, i segreti e le falle del Metodo Stamina

Prima parte

Seconda parte

Terza parte

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