Stessi diritti per figli naturali e legittimi in un disegno di legge

7 maggio 2012 14:160 commenti

Nonostante si sia più volte parlato di eliminare la disparità di trattamento attualmente esistente tra figli naturali (ovvero quelli nati fuori dal matrimonio) e figli legittimi (ovvero nati tra genitori sposati), ad oggi i figli non sono perfettamente uguali. Anzitutto i figli naturali, così come pure quelli adottivi, non hanno le stesse parentele di quelli legittimi, in altre parole hanno solo le parentele in linea diretta (genitore-figlio) e non anche quelle collaterali (ad esempio nipote-zio). Tutto questo ha una conseguenza paradossale, dal momento che due figli nati dagli stessi genitori non sposati non risultano essere fratelli, in quanto quella tra fratelli è una parentela collaterale. Ciò ha delle importanti conseguenze soprattutto in tema di eredità, dal momento che se uno dei due muore l’altro non eredita se ci sono altri parenti legittimi entro il sesto grado, quindi in altre parole viene prima solo dello Stato.

PASSAPORTO PER MINORENNI DA GIUGNO 2012

Altra differenza tra figli naturali o adottivi e figli legittimi riguarda il tribunale di competenza in caso di separazione dei genitori, che è quello ordinario per i figli legittimi e quello dei minori per i figli naturali. La differenza principale in questo caso riguarda l’efficacia del provvedimenti emessi, in quanto solo quelli del tribunale ordinario sono eseguibili automaticamente, ne deriva quindi che nel caso dei figli naturali risulta più difficile proteggere il minore qualora il genitore non paghi il mantenimento.

DOPPIA RESIDENZA PER I FIGLI DEI DIVORZIATI

Un passo in avanti nell’eliminazione delle differenze tra figli naturali e figli legittimi è stato fatto la scorsa settimana, quando la Commissione Giustizia del Senato ha approvato un disegno di legge che elimina ogni differenza, compresa la diversa competenza del tribunale, che quindi sarà per tutti quello ordinario. Entro due settimane il disegno di legge dovrà essere esaminato dal Senato per poi approdare alla Camera.

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