Stretta Fornero su false Partite Iva

29 dicembre 2012 12:490 commenti

Elsa Fornero, Ministro del Lavoro, ha optato per una partenza soft. L’operazione di controllo e contrasto delle partite Iva fasulle partirà con ritmi blandi. I lavoratori che a tutti gli effetti aprono una partita Iva per ‘nascondere’ il fatto di essere lavoratori autonomi in contesti che in verità sono contesti di collaborazione coordinata e continuativa o di lavoro subordinato, non saranno penalizzati. Almeno per il momento.

Un decreto ministeriale e una circolare diramata dall’Ufficio ispettivo afferente allo stesso Ministro Fornero, è servito a fare un elenco dei casi in cui non entrerà in atto la presunzione di ‘falsa partita Iva‘. I casi in questione sono i seguenti:


– Se la prestazione è svolta da un iscritto a un Ordine professionale;

– Se il lavoratore possiede una specifica “competenza”, che (secondo la circolare) può giungergli anche dal possesso di una laurea o di un diploma di scuola superiore (liceo o istituto professionale).

I controlli in questione, in ogni caso, entreranno in azione tra du anni, precisamente il 18 luglio 2014.

Perché serve tutto questo tempo prima delle verifiche? Dovranno per forza passare ben ventiquattro mesi prima che la riforma del lavoro (inscritta nella cosiddetta legge 92/2012) entri in vigore.

La Riforma necessita di due anni per verificare se sia presente una prestazione di eccessiva prevalenza da parte del lavoratore e resa soltanto a un committente, in esclusiva o in larghissima parte. Lo prevede l’articolo 69/bis. Per ora dunque non ci sarà alcuna Stretta Fornero.






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