Tassa sui rifiuti per garage e autorimesse legittima

28 agosto 2012 16:350 commenti

La Corte di Cassazione con la sentenza n°11351 del 6 luglio 2012 ha sancito la legittimità della tassa sui rifiuti applicata su garage e autorimesse, giudicando quindi al contempo infondate le pronunce di alcuni giudici di merito che, al contrario, avevano ritenuto non soggetti a tale tipologia di tassazione i garage in quanto non applicabili in tal caso le regole contenute nella disciplina della tassa sui rifiuti.

Secondo la Suprema Corte, infatti, tale disciplina non contrasta con con il principio comunitario secondo cui il pagamento deve essere corrisposto da chi inquina,  questo perché è prevista la possibilità di quantificare l’imposta dovuta sulla base della superficie dell’immobile posseduto, di altri presupposti variabili o a particolari condizioni.


A fronte di ciò, dunque, il giudice non può in alcun caso disapplicare la normativa nazionale nella parte in cui impone il pagamento della tassa sui rifiuti per garage o autorimesse, un qualcosa che in precedenza è già stato fatto diverse volte. Al riguardo, ad esempio, ricordiamo la decisione adottata dalla commissione tributaria regionale della Sicilia che, con la sentenza n. 483 del 12 dicembre 2011, aveva affermato che il garage ad uso privato è un luogo adibito al ricovero di uno o più veicoli dove la persona non si trattiene per tempi prolungati, giudicando quindi non plausibile l’ipotesi che questo sia produttivo di rifiuti.

Ma la pronuncia completamente opposta della Cassazione non sorprende. La Suprema Corte, infatti, ha sempre mostrato un atteggiamento piuttosto rigido in tema di esonero dal pagamento della tassa sui rifiuti, prevedendo che essa debba essere pagata a prescindere dal fatto che il contribuente utilizzi l’immobile. Vanno esclusi dalla tassazione, infatti, solo gli immobili non utilizzabili (inagibili, inabitabili, diroccati) o improduttivi di rifiuti per natura delle loro superfici. Riguardo a quest’ultima tipologia, sono considerati tali i locali situati in luoghi impraticabili, interclusi o in stato di abbandono.

 






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