Tasse universitarie dopo spending review

8 agosto 2012 14:110 commenti

Dopo l’approvazione alla Camera senza modifiche del testo già approvato a Palazzo Madama, il decreto sulla spending review è diventato legge. Tra le principali novità contenute nel testo definitivo figura l’aumento delle tasse universitarie per gli studenti fuori corso.

Più nel dettaglio, per gli studenti che non sono in regola con il corso di studi e che hanno un reddito familiare fino 90.000 euro la maggiorazione non può superare il 25%, mentre per quelli aventi un reddito compreso tra i 90.000 e i 150.000 euro l’aumento non può andare oltre il 50%. Per coloro che hanno un reddito familiare superiore ai 150.000 euro, invece, le tasse universitarie potranno addirittura raddoppiare. In ogni caso, si dovrà tenere conto della specifica condizione degli studenti lavoratori. Nessun aumento sarà invece applicato agli studenti che sono in regola con gli esami e il cui reddito familiare non supera i 40.000 euro.


Gli introiti derivanti da tali aumenti, come già anticipato nelle scorse settimane, saranno destinati per il 50% alle borse di studio e per il resto a interventi di sostegno a servizi abitativi, di orientamento, di ristorazione e di assistenza.

Secondo gli studenti dell’Udu il provvedimento non penalizza solo gli studenti fuori corso ma anche quelli in regola con gli esami, in quanto il decreto innalza il tetto massimo per le tasse studentesche, attualmente fissato al 20% del bilancio dell’ateneo. In altre parole, sostiene il sindacato degli studenti, il provvedimento liberalizza le tasse universitarie, che diventano quindi a discrezionalità dell’università.






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