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Big Eyes al cinema

Tim Burton: grandi occhi e grande arte al cinema

Il 2015 cinematografico si apre con un film imperdibile. Nelle sale italiane, infatti, sarà proiettato Big Eyes, un film capace di trasformarsi davvero in una esperienza in grado di lasciare addosso segni e formare la personalità del pubblico. Merito certamente della trama ma anche dell’occhio di Tim Burton un regista che già in altre occasioni ha dimostrato tutta la sua abilità nel raccontare la diversità con un linguaggio semplice e con scene che sono in grado di penetrare nel cuore.

Big Eyes è la storia della celebre pittrice americana Margaret Keane che negli anni 60 lasciò di stucco la critica con i suoi quadri che immortalavano bambini dai grandi occhi (e dal cuore immenso). La presenza dei grandi occhi divenne il biglietto da visita di questa pittrice. Nel film la pittrice americana sarà interpretata magistralmente da Amy Adams.

 

L’altro attore protagonista della pellicola sarà invece Christoph Waltz. Suggestive le atmosfere di tutto il film di cui vi consigliamo caldamente la visione sopratutto se si desidera guardare il mondo con occhi grandi. Ma siccome anche l’orecchio vuole e pretende la sua parte allora ecco che le musiche di Danny Elfman divengono quell’elemento in più di rendere ancora più avvincente la pellicola.

Alcune curiosità sui Big Eyes riguardano la promozione del film. Sulla rete, infatti, è già presente un manifesto quadridimensionale dell’evento ma la vera chicca è una applicazione che consente di creare i dipendi della Keane con proprie immagini. Il meccanismo di funzionamento di questa app è decisamente semplice. Si carica una foro propria e poi, cliccando in corrispondenza degli occhi, si può emulare l’arte della celebre pittrice. Una promozione quasi futuristica per restare in tema artistico.

Proprio l’arte è la grande protagonista di questo film che è, in primo luogo, celebrazione attraverso l’arte della capacità artistiche di questa pittrice capace di vedere il mondo coi i grandi occhio. Erano anni davvero particolari quelli a cavallo tra il 1950 e il 1960. Un film che, proprio grazie al suo registra, anche lui un artista nel senso più alto del termine, pone al suo core il ruolo di quella serialità che poi troverà definitivamente la sua consacrazione massima con Andy Warhol, un ‘arte didascalica che si oppone con quell’arte di lobby propria della corrente espressionistica americana. I grandi occhi che sono celebrati nel film parlano. Cercate sul web le app che abbiamo indicato, andate al cinema a guardare Big Eyes, l’impressione che avrete osservando le creazioni della Keane sarà sempre lo stesso: occhi grandi, spettacolari eppure così struggenti. Come la vita.