Uccise moglie e figlia, prove schiaccianti contro oculista di Crema

16 ottobre 2011 11:200 commentiDi:

Secondo l’accusa esistono prove schiaccianti  contro il primario oculista dell’ospedale di Crema, Maurizio Iori, 49 anni. Tuttavia l’uomo, rinchiuso da ieri presso il carcere di Cremona, continua a proclamarsi innocente.

Il medico per mettere in atto il suo piano di duplice omicidio nei confronti della compagna e della figlioletta di due anni, avrebbe preparato una polvere a base di pastiglie di Xanax finemente pestate, avrebbe quindi somministrato la sostanza, occultata nel cibo, alla moglie Claudia Ornesi e alla piccola Livia. Infine, avrebbe saturato di gas butano la camera da letto.

Lo Iori, per quella tragica sera del 21 luglio, si sarebbe, quindi, creato un alibi, andando a cena presso l’abitazione di una sua ex.

Antonio Ferrari, il gip di Crema che ha emesso l’ordinanza contro Maurizio Iori, ha qualificato “terrificante” la personalità dell’indagato e aggiunge “è un diabolico piano di morte degno di un horror thriller che nemmeno il più sofisticato degli scrittori di romanzi gialli poteva concepire nella sua complessa brutalità”.


Il movente del terribile delitto partirebbe da una lettera che Claudia, il 30 giugno, trasmette allo Iori, chiedendo per la piccola Livia pari dignità con i figli avuti dal medico dai precedenti matrimoni.

“Non trovo giusto che nostra figlia viva senza un padre”, scrive Claudia aggiungendo “Chiedo che Livia possa vedere i fratellini e le sorelline”. Ma in tutto ciò Maurizio vede un danno alla sua reputazione e il precario equilibrio della sua vita.

L’oculista è convinto che il contenuto di quella lettera non sia stato rivelato a nessun altro, ma non è così, perché Claudia l’aveva mostrata anche a sua madre che l’aveva trascritta e quindi consegnata nelle mani degli inquirenti.Claudia Ornesi era la terza compagna di Iori  ma una storia durata troppo poco. Lei però era rimasta incinta e aveva voluto tenere la bambina. Lui aveva riconosciuto la piccola, provvedeva al suo mantenimento e aveva messo loro a disposizione un appartamento.

Quando Claudia e Livia vengono trovate morte la mattina del 21 luglio, tutto sembra far supporre l’ipotesi di un omicidio e suicidio, magari dovuto alla disperazione di una donna che si è sentita sola e abbandonata.

“Ma una madre che sta mettendo in atto un tale gesto tiene sempre stretto il suo bambino”, dice Daniela Borgonovo, procuratore della repubblica di Crema.

Ultimo aggiornamento 16 ottobre 2011 ore 13,20






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