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Una storia senza precedenti

polonia piangeLa Polonia convoca le elezioni presidenziali prima della cerimonia funebre del presidente Kaczynski. 

Mentre migliaia di polacchi si riuniscono davanti al palazzo del capo dello stato a Varsavia, per rendere omaggio alle vittime, già si parla di elezioni presidenziali, che verranno fatte entro due mesi e mezzo. 

Tutta la Polonia è immersa nel pianto per la morte del suo presidente Lech Kaczynski e dalla cupola istituzionale si stanno già predisponendo le votazioni per il futuro presidente dello Stato polacco. 

I poteri, ora, sono stati assunti dal presidente della Camera, Bronislaw Komorowski, fino al momento delle nuove elezioni. 

Secondo gli analisti, la stabilità politica del paese centroeuropeo, non è assolutamente minacciata. 

Intanto le strade della Città Vecchia di Varsavia, sono letteralmente ricoperte di fiori e candele accese, per ricordare le vittime della grave sciagura aerea che ha colpito la Polonia. 

Tra queste ricordiamo: il Capo di Stato Kaczynski, sua moglie Maria Kaczynska, il governatore della Banca Centrale Janusz Skrzypek,  il capo di Stato maggiore dell’Esercito Franciszek Gagor, oltre ad altri  sette deputati del ministero della Giustizia, il partito che appoggiava il presidente. 

Gente di tutto il paese ha appeso le bandiere, legate con un laccio nero, in segno di lutto per la tragedia. 

L’incidente aereo è stato un duro colpo per la classe politica del paese. “Non c’è sinistra, né destra, ora dobbiamo rimanere uniti”, ha chiesto ieri Komorowski che è inoltre il candidato della Piattaforma Civica, del partito del primo ministro Donald Tusk, che si candiderà alle prossime elezioni presidenziali. 

Il presidente della Camera, Komorowski, fino a ieri grande rivale politico di Kaczynski, non ha potuto reprimere le lacrime, dopo aver saputo della notizia, dichiarando: “Un dramma come questo non l’ha mai vissuto nessuno”. 

Poi è stato il momento di Donald Tusk. “È l’avvenimento più tragico dalla II Guerra Mondiale. Sono morti i capi delle istituzioni statali più importanti, parlamentari, sacerdoti, comandanti delle Forze armate, il vicepresidente del Parlamento e i leader dei partiti politici. 

“ La Polonia ha perso la sua elite”, ha ribadito l’ex presidente polacco e premio Nobel per la pace, Lech Walesa. 

Mentre, migliaia di cittadini di Varsavia, accorrevano in massa, verso il palazzo presidenziale per depositare fiori e candele, si ascoltavano i commoventi lamenti “Ah, perché, perché, Signore?”, esclamava una donna ‘anziana, alzando le mani al cielo, come per chiedere clemenza. Vicino a lei, alcuni frati intonavano cantici religiosi e pregavano per le vittime,  una coda chilometrica di  persone, attendeva il proprio turno, per firmare il registro delle condoglianze.

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