Vantaggi e modalità del regime di cedolare secca nei contratti di locazione

20 novembre 2012 18:540 commentiDi:

A partire dal 2011, il D. Lgs. n. 23 del 7 Marzo ha introdotto, nel mondo degli affitti, la possibilità di aderire ad un nuovo sistema di tassazione dei redditi derivanti dalla locazione di immobili ad uso abitativo. I locatari possono quindi scegliere, facoltativamente, di optare per il nuovo sistema denominato “cedolare secca“, i cui vantaggi sono riassumibili in una serie di sgravi fiscali.

I principali tra questi sono rappresentati da:

1) l’esclusione dall’applicazione dell’imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF), secondo aliquote progressive che seguono gli scaglioni di reddito;

2) l’esclusione dall’applicazione dell’imposta di registro dovuta sul contratto di locazione, che di norma era stimata al 2% del canone di locazione pattuito;


3) l’esclusione dall’applicazione dell’imposto di bollo, stabilita in euro 14,62 per ogni foglio costituente l’atto di locazione.

A fronte di questi vantaggi fiscali i locatari non possono però richiedere l’aggiornamento, secondo i normali adeguamenti ISTAT, del canone di locazione pattuito al momento della stipula del contratto, anche se questa facoltà è prevista dalle vecchie tipologie di contratto. In questo caso i locatari sono tenuti a comunicare al conduttore l’adesione al regime di cedolare secca (seguendo questo link potrete anche capire “come” farlo).

Nel caso invece che il locatario decida di aderire al regime di cedolare secca in occasione della stipula di un nuovo contratto, è tenuto invece a inserire un’apposita clausola tra quelle costituenti il contratto stesso.






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