I vestiti che indossiamo sono tossici e nocivi per Greenpeace

21 novembre 2012 16:100 commentiDi:

Il rapporto di Greenpeace “Toxic threads-The fashion big stitch-up” afferma che i vestiti che compriamo e indossiamo sono pieni di sostanze tossiche e nocive per l’ammbiente e per l’uomo. L’analisi si basa su 20 marchi, tra i più importanti del mondo, e i risultati parlano di due capi su tre che contengono sostanze cancerogene.
Ecco cosa si legge nel rapporto di Greenpeace:

“I 20 principali brand di moda vendono indumenti contaminati da sostanze chimiche pericolose che possono alterare il sistema ormonale dell’uomo. Se rilasciate nell’ambiente, possono diventare cancerogene”.


E i marchi analizzati, tutti insieme, sono quelli che vestono moltissime persone in Italia e nel mondo. Stiamo parlando di Zara, Diesel, Gap, Calvin Klein, H&M, Benetton, Armani, per fare alcuni esempi. Aziende che vendono in molti Paesi del mondo e che producono spesso in zone del sud del mondo, dove il lavoro costa meno e le regole sul rispetto dell’ambiente sono meno rigide.
Greenpeace ha detto che la produzione inquina i fiumi e devasta l’ambiente in molte parti del mondo. Il rapporto di Greenpeace prende in considerazione soprattutto Zara, che negli ultimi tempi è diventato un brand di livello mondiale. Zara ha ottenuto i peggiori risultati dall’analisi di Greenpeace in quanto a tossicità. Ha il più alto numero di prodotti contenenti sostanze tossiche ed è colpevole di non rispettare l’ambiente in particolare in Cina.
Sulla base di questi dati, Greenpeace afferma:

“Per questo chiediamo a queste grandi griffe di aderire alla piattaforma Detox, che prevede di azzerare entro il 2020 l’uso di sostanze tossiche”.






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