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WikiLeaks mandato di arresto contro il suo fondatore

Dopo lunghi mesi di indagini, la giustizia svedese ha emesso un mandato di cattura contro Julian Assange, fondatore del sito specializzato nella pubblicazione di documenti segreti. Un’ordinanza che potrebbe presto tramutarsi in un mandato di arresto internazionale.

Nuova svolta, quindi,  nel caso Assange, dopo diversi mesi di inchieste il Tribunale di Stoccolma ha sentenziato, oggi,  lo stato di detenzione per il fondatore di  WikiLeaks, accusato di aggressione e  violenza sessuale.

Secondo la BBC il mandato di arresto potrebbe diventare internazionale,  nel caso in cui Julian Assange, di nazionalità australiana, non si presenti subito davanti ai poliziotti svedesi per i dovuti interrogatori.

Da quando è iniziata questa storia, infatti, il fondatore di WikiLeaks, 39 anni,  ha lasciato il territorio. Secondo alcune fonti, Assange, si troverebbe attualmente in Gran Bretagna.

È la seconda volta che viene emanato un mandato d’arresto contro Julian Assange. Nell’agosto scorso, un pubblico ministero aveva emesso lo stesso mandato, fino al momento in cui non fu annullato da un altro giudice, solo dopo poche ore, archiviando l’indagine.

Ma con grande stupore due settimane più tardi i pubblici ministeri annunciano di aver cambiato parere ed aprono una nuova inchiesta, la cui titolarità passa ad un nuovo procuratore.

Marianne Ny, direttore del dipartimento perseguimento reati sessuali, ha personalmente preso in carico queste nuove inchieste, nate dalle deposizioni di due donne, il 20 agosto scorso, che hanno accusato Julian Assange di violenze sessuali e aggressioni.

Secondo il quotidiano svedese Expressen, il fondatore di WikiLeaks avrebbe incontrato la sua prima vittima in un appartamento di Stoccolma, la seconda il giorno dopo,  a Enköping, a pochi chilometri dalla capitale.

Julian Assange ha sempre respinto ogni accusa, “è solo una una campagna diffamatoria”, ha dichiarato “forse orchestrata dal Pentagono per infangare il mio sito, che ha recentemente pubblicato migliaia di documenti segreti riguardanti le guerre in Afghanistan e in Iraq. Perché queste accuse arrivano proprio ora?”. Si interrogava il fondatore di WikiLeaks lo scorso mese di settembre sul sito del Dagens Nyheter.

Ma Julian Assange non sembra fermarsi qui: infatti, ha annunciato che intende proseguire con la sua pubblicazione di documenti confidenziali  “che riguardano molti paesi, fra i quali gli Stati Uniti”.

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