Yara Gambirasio a un anno dalla morte si indaga in discoteca

25 novembre 2011 11:300 commenti

Domani 26 novenbre, sarà il triste anniversario della scomparsa della piccola Yara Gambirasio, uccisa a 13 anni da uno spietato individuo che dopo un anno di indagini, gira ancora tra di noi e forse “serenamente”. 

Fino ad ora i circa 10mila Dna prelevati da persone consenzienti e non, hanno fatto ben poca luce sul potenziale killer. 

Certamente lungi dal criticare l’oneroso operato degli investigatori che continuano a lavorare, ininterrottamente, per dare un volto a chi, quel 26 novembre 2010, strappò alla vita la ragazzina di Brembate Sopra, all’uscita dalla palestra in cui si allenava per esaudire il suo sogno, il titolo di campionessa di ginnastica ritmica. 

“Siamo speranzosi” afferma il pm Letizia Ruggeri. Sono incalcolabili gli sforzi degli inquirenti e delle forze dell’ordine. Circa 10mila Dna prelevati di cui 8mila  quelli già confrontati con le tracce trovate sugli slip indossati da Yara. Circa 12mila telefonate intercettate, centinaia di persone ascoltate, per verificare alibi, cercare presunti testimoni o spunti investigativi.

In questi ultimi giorni l’attenzione è concetrata su un ragazzo che frequenta la discoteca vicino al luogo dove è stato ritrovato il corpo di Yara, a Chignolo d’Isola.  Ma c’è molta cautela da parte degli inquirenti. 

Il punto è il profilo genetico di un ragazzo, tra le migliaia che frequentano la discoteca, che presenta alcune attinenze con la traccia isolata sugli indumenti della vittima. Sono somiglianze, non compatibilità o corrispondenze piene. Il profilo genetico isolato, su cui stanno lavorando gli esperti, appartiene probabilmente ad una persona di sesso maschile riconducibile al ceppo lombardo.

“Il campione di Dna che abbiamo è molto ampio e non ci consente di circoscrivere i sospetti. Se statisticamente il killer potrebbe essere un italiano, non si può escludere che potrebbe trattarsi anche di un uomo dell’Est Europa”.  Precisa il pm Ruggeri. 

Gli inquirenti, che lavorano in collaborazione con l’FBI, hanno di fronte ancora un lungo e duro lavoro, prima di arrivare al momento in cui dalle comparazioni del Dna spunterà il punto di contatto certo con quello “sotto accusa”.   

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Ultimo aggiornamento 25 novembre 2011 ore 12,30

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