Yara Gambirasio tre persone nel mirino degli inquirenti

19 ottobre 2011 07:370 commenti

Gli occhi sono nuovamente puntati sul cantiere di Mapello, dove la sera della scomparsa della piccola Yara Gambirasio, il 26 novembre 2010, erano presenti sul posto tre persone: il custode, Mohamed Fikri (il piastrellista arrestato e subito rilasciato) e il suo datore di lavoro, Roberto Benozzo. 

Il luogo era stato subito oggetto di indagini da parte degli inquirenti portati insistentemente dai cani molecolari, ma poi la certezza che la ragazzina era stata deportata al cantiere è stata confermata dai risultati autoptici, che hanno rilevato pulviscolo di cemento nei polmoni di Yara, inoltre le ferite inferte alla tredicenne di Brembate sono compatibili con una taglierina da piastrellista. 

Un’arma della quale è pienamente convinta Cristina Cattaneo, l’anatomopatologa alla quale la Procura di Bergamo ha affidato l’autopsia. Il medico legale infatti ha rilevato su tutte le ferite residuati di piastrelle quando vengono ripulite con la taglierina. Quindi come rivela il settimanale “Oggi”, la dottoressa Cattaneo non ha dubbi: quei residui può averli lasciati solo l’attrezzo di un piastrellista. 

Il 3 dicembre 2010 viene fermato il piastrellista Fikri, mentre rincasava per il Marocco, a seguito di un’intercettazione telefonica “ambigua” (dalla telefonata si era intuito che il marocchino fosse il responsabile del delitto, ma poi la traduzione ha reso un significato completamente diverso) e Fikri viene rilasciato con le “doverose scuse”. 


“Possibile – si chiedono gli inquirenti, in base a quanto scrive il settimanale – che nessuno abbia visto o sentito niente, se Yara è transitata da lì prima di venire uccisa?” 

Il piastrellista marocchino Fikri ritorna sotto i riflettori anche per un altro particolare. “Quando salì sul traghetto che doveva portarlo in Tunisia, lui e Benozzo imbarcarono anche un furgone bianco – riporta l’articolo di Oggi – furgone del quale si è persa ogni traccia” e del quale hanno parlato diversi testimoni che la sera della scomparsa erano nei pressi della palestra di Brembate da dove si sono perse le tracce di Yara. Che ne è stato di quel furgone? Perché gli inquirenti non l’hanno sequestrato quando hanno fermato Fikri per un’intercettazione che venne tradotta in modo sbagliato? 

Tra l’altro riferisce il giornalista Sulas del settimanale, Fikri prima di lavorare come pavimentista al cantiere di Mapello (faceva i turni di notte), aveva lavorato, sempre per la posa di pavimenti, in un capannone di Chignolo d’Isola, a cento metri dal campo dove il 26 febbraio fu ritrovato il corpo martoriato di Yara. 

Articoli correlati: 

Yara Gambirasio. E’ marocchino l’uomo in stato di fermo con l’accusa di omicidio della piccola campionessa  

Yara Gambirasio lettera all’Eco di Bergamo Fikri sa molto di più

Ultimo aggiornamento 19 ottobre 2011 ore 09,40






Tags:

Nessun commento

Lascia una risposta