Yara lettera anonima a l’Eco di Bergamo

9 agosto 2011 20:300 commentiDi:

Una lettera anonima, partita da Genova e trasmessa alla redazione dell’Eco di Bergamo, scritta con un normografo con caratteri a stampatello, una missiva che forse è solo l’opera di uno squilibrato, che ha voluto autodenunciarsi di quello spietato gesto, un racconto dettagliato del delitto della piccola Yara.

La lettera totalmente sgrammaticata, su un foglio A3, spedita alla redazione dell’Eco di Bergamo proviene dal centro meccanografico smistamento postale di Genova.

“Sono io l’assassino di Yara”. E’ una delle frasi contenute nella lettera. Tuttavia, per lui, dice, sarebbe rischioso contattare i carabinieri di Ponte San Pietro “poiché già segnalato il mio nome lì per altri fatti accaduti anni prima”. “Verso fine settembre passavo vicino a palestra (è il testo della lettera scorretto) con la mia macchina e con delle scuse avevo conosciuto una con quel nome. Finimmo con il simpatizzare eppure mi sembrava di piacere a lei perchè me sorrideva quando le chiedevo se aveva il ragazzo fisso”.

Poi i dettagli di quella sera del 26 novembre, “gli offrivo un passaggio a casa verso le 18,50. Con una scusa le dissi che dovevo passare un attimo al posto di lavoro a Mapello. Verso le 19 arrivammo a Mapello, in macchina le squillò il cell. La convinsi a spegnerlo, lei aveva già capito le mie intenzioni. Una volta fermata la macchina si spaventò e tentò di scappare, prima mi colpì ai testicoli e il suo cell. mi cadde addosso. Lo presi e lo disattivai. Lei intanto era appena scappata fuori de macchina. Avevo perso la testa per il fatto che poteva rovinare il mio corpo. La insegui nel campo dietro cantiere avevo un coltello poi presi una pietra e senza rendermi conto la colpii alla testa. Pensavo che era meglio chiamare il 118 e poi scappare ma preso dal panico la caricai in macchina e (..) portai il corpo in un campo più sicuro di Mapello (in realtà Chignolo, ndr)”.


Secondo gli inquirenti tutte le precisazioni menzionate nella lettera, possono aver riscontro in  un’attenta lettura dei giornali, poiché non rileva alcun dettaglio inedito. I carabinieri, su disposizione del pm Letizia Ruggeri, hanno trasmesso la lettera al Ris di Parma.

La relazione del medico legale sarà consegnata nei prossimi giorni al pm Letizia Ruggeri. Non ci sarebbero novità rispetto a quanto già emerso, Yara sarebbe morta per una serie di concause: un colpo alla testa, diverse ferite da taglio e una insufficienza respiratoria provocata da un tentativo di strangolamento. L’assassino l’avrebbe abbandonata nel campo di Chignolo credendola morta, ma la ragazza sarebbe, in sostanza, morta per le ferite e per il freddo.

Il 19 dicembre 2010 un’altra lettera anonima fu bloccata da un impiegato, sempre dal centro meccanografico postale di Genova, era indirizzata alla mamma di Yara, la missiva conteneva un messaggio da parte di una sedicente medium che segnalava che la ragazzina era viva e si trovava in un casolare in provincia di Bergamo, in compagnia di altre ragazzine.

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Ultimo aggiornamento 09 agosto 2011 ore 22,30






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