8 cose che ti possono rendere più intelligente

24 giugno 2013 09:380 commenti

cervelloLa scienza dell’apprendimento getta nuova luce sui modi per mantenere l’espansione dell’intelligenza. In “tredici modi per guardare un merlo”, il poeta Wallace Stevens, prendendo qualcosa di familiare a tutti come la vista del volatile, insegna al lettore le maniere più disparate per osservarlo. Difatto, la sua è una metafora per osservare la realtà da diversissime prospettive. A partire dalle considerazioni di Stevens, è possibile presentare diversi metodi per cercare di essere più intelligenti.

Metodi che si basano, dunque, sulla scienza dell’apprendimento. La scienza dell’apprendimento è un agglomerato di scienze cognitive, filosofia, psicologia e neuroscienze. Il motto è: “Finché siamo consapevoli, stiamo imparando”. Ecco le 8 cose che, dunque, ci rendono più intelligenti.

1. Situazioni: con ciò intendiamo le condizioni in cui si impara. Sul posto di lavoro, in classe o di un contesto sociale.

2. Credenze: La psicologa di Stanford Carol Dweck distingue due tipi di mentalità: la mentalità fissa, ovvero la convinzione che la soglia di apprendimento è fissa e immutabile, e la mentalità di crescita, che si basa sul presupposto che si possa continuare a svilupparsi attraverso l’apprendimento e la pratica.

3. Competenza: una robusta linea di ricerca concerne la psicologia di competenza: quello che succede nella mente di un esperto. I ricercatori hanno scoperto che non solo sanno di più, sanno in modo diverso, in modo tale da permettere loro di pensare e agire.

4 Attenzione: probabilmente avete sentito parlare del “test di marshmallow,” un famoso esperimento condotto dallo psicologo Walter Mischel alla fine del 1960. Mischel ha trovato che i bambini che potrebbero resistere a mangiare un marshmallow in cambio della promessa di due marshmallows in seguito hanno fatto meglio a scuola e nelle loro carriere.


5. Emozioni: a volte diamo poca attenzione a questa zona, quando si parla di successo accademico, ma la scienza di apprendimento sta dimostrando che il nostro stato emotivo rappresenta una situazione interna cruciale che influenza il modo intelligente di pensare e di agire.

6. Tecnologia: c’è una affascinante teoria nella ricerca in filosofia e scienze cognitive di quella che viene chiamata la mente estesa. Questa è l’idea che la mente non si ferma al teschio,  che raggiunge e attraversa nei nostri corpi, i nostri strumenti e le altre persone. Studi di scansione del cervello hanno scoperto che quando usiamo uno strumento, come un rastrello, per raggiungere un oggetto al di là della nostra portata, il nostro cervello in realtà designa i neuroni per rappresentare la fine del rake come se fosse la punta delle nostre dita. La mente umana si è evoluta per rendere i nostri strumenti, tra cui i nostri dispositivi tecnologici, estensioni di se stesso.

7. I nostri corpi: da quando la scienza cognitiva ha rivoluzionato il mondo nel 1970, la metafora dominante per descrivere il cervello è stata quella di associarlo ad un computer: una macchina che elabora simboli astratti. Eppure la scienza dell’apprendimento sta dimostrando che questa metafora è molto carente. Potrebbe essere più accurato, infatti, confrontare il cervello con il cuore. Tutte le cose che rendono il lavoro del cuore migliore, una buona alimentazione, sonno adeguato, esercizio fisico regolare, stress moderato,  rendono migliore anche il nostro lavoro di materia grigia.

8. Rapporti: in una coppia può succedere che che un partner sia responsabile di ricordare quando l’auto ha bisogno di andare in motorizzazione per il tagliando, mentre l’altro sia più abile a ricordare i compleanni dei parenti. Questo si chiama memoria transattiva ed è solo uno dei modi attraverso i quali rapporti con gli altri possono renderci più intelligenti di quanto non saremmo da soli.
Un’estensione di questo è il rapporto che abbiamo con le istituzioni e organizzazioni. Il sentimento di appartenenza è fondamentale per la piena espressione delle nostre capacità e suggerisce che ci proponiamo di essere i responsabili della situazione, creatori di circostanze che evocano l’intelligenza in noi stessi e gli altri.

 






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