Acqua alta Venezia, come salvare la città

19 gennaio 2012 09:150 commenti

Negli ultimi anni si parla sempre più spesso del problema dell’acqua alta a Venezia, una situazione che condiziona in modo significativo la vita quotidiana dei turisti e di tutti gli abitanti della laguna. Lo scorso anno le principali testate giornalistiche riportavano la notizia di un possibile inabissamento della città, perché le palafitte che la sostengono si stavano deteriorando a causa di molluschi e crostacei che mangiano la cellulosa che le ricopre.

Per risolvere questo primo problema il comandante Roberto Padoan ha studiato e messo in pratica un piano di salvataggio, che comprende l’uso di una resina sintetica per rendere più forte le palafitte e l’impiego di un antiparassitario per eliminare in modo definitivo molluschi e crostacei.

Una soluzione diversa è stata fornita dall’Università di Padova, che dopo aver ricostruito un modello idrogeologico in 3D pensa di poter salvare la splendida città iniettando nel sottosuolo l’acqua marina per sollevarla. L’idea potrebbe sembrare assurda, ma dai primi esperimenti sarebbe di sicura efficacia grazie ai 12 pozzi situati lungo un cerchio di 10 km di diametro che abbasserebbero il livello dell’acqua sulla superficie. Secondo dei recenti studi matematici una corretta regolazione delle pressioni di iniezione consentirebbe un uniforme sollevamento di Venezia pari a 25 centimetri, mentre una soluzione di questo tipo garantita per 10 anni solleverebbe la di 1km. Il Daily Mail sostiene che questa soluzione non sia minimamente da scartare, perché il periodo invernale e le continue piogge potrebbero causare un altro cedimento strutturale e  anche se l’aumento dell’elevazione non sarebbe immediato in 10 anni si potrebbe già ottenere un effetto significativo.

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