Ansia da San Valentino, i consigli dell’esperto per un appuntamento perfetto

12 febbraio 2014 11:210 commentiDi:

coppia

E’ vero, San Valentino è solo una festa commerciale, l’amore e l’amato (o amata) andrebbero festeggiati tutti i giorni dell’anno e non solo in questo giorno. Ma è pur vero che, soprattutto per chi è alle prese con un nuovo amore, San Valentino è l’occasione perfetta per ‘ufficializzare’ questo sentimento nascente.

Con tutto ciò che ne consegue, in primis l’ansia da prestazione (non quella del dopo cena), ovvero la preoccupazione che tutto risulti perfetto per fare in modo che l’altro capitoli senza riserve.

Ci siamo passati tutti. I primi appuntamenti con la persona che ci fa battere il cuore sono fonte di grandi emozioni e di grande nervosismo perché sembra che tutto si giochi in quelle poche ore che si passano insieme, motivo per cui si cerca di fare una bella impressione pianificando tutto fino nel più minimo dettaglio.

Ecco, secondo gli esperti questo è l’approccio più sbagliato per ottenere davvero quello che si vuole. Secondo Michele Cucchi, Direttore Sanitario del Centro Santagostino di Milano ed autore del libro “Vincere l’ansia con l’intelligenza emotiva”, l’unico modo per far riuscire al meglio il primo appuntamento è essere se stessi senza costruire il personaggio – con abbigliamento, comportamenti e modi di fare – che pensiamo possa piacere all’altro o all’altra.

Secondo Cucchi per gestire al meglio l’ansia dei primi appuntamenti, basta seguire dei semplici consigli. Eccoli:

1. Non pensare che tutto dipenda da questo primo appuntamento, la perfezione non esiste e anche i nostri piccoli difetti ed errori possono piacere all’altro;

2. Fare cose e andare in luoghi famigliari e, soprattutto, cercare di non strafare con l’abbigliamento: importante un po’ di cura in più nella scelta del vestiario, ma evitare sempre abiti o make up (nel caso delle donne) che non vi appartengono, in modo da non correre il rischio di apparire goffi e impacciati;

3. Ascoltare l’altro e capire le sue reazioni in modo da comprendere cosa piace e cosa no;

4. Non organizzare tutto nei minimi dettagli ma cercare di lasciare che sia la situazione che si crea tra i due a decidere cosa fare.

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