Artrite, sempre più italiani perdono il lavoro

14 ottobre 2013 18:550 commenti

artrite

Gli italiani sofferenti di malattie reumatiche sono in crescita. Duecentomila ogni anno. Le forme di artrite o spondilite sono a tutti gli effetti malattie invalidanti, al punto che coloro che ne soffrono devono per forza di cose abbandonare o cambiarlo per via del dolore articolare che impedisce lo svolgimento delle normali attività. Ciò si evince dai dati, nel giro di 5 anni dalla diagnosi, realizzati su uno studio a tappeto. A soffrirne sono dunque duecentomila italiani tra i 35 e i 55 anni.

Il dolore, il sintomo primo di queste malattie, non fa che peggiorare di molto la qualità della vita e condizionare la capacità lavorativa e produttiva anno dopo anno. Le malattie reumatiche sono attualmente la prima causa di assenze dal lavoro e di invalidità per via di malattie cronico-degenerative.

Per i pazienti tutto ciò si declina in un dramma personale e in un dramma familiare: quattro su dieci sono costretti prima o poi a rinunciare al lavoro e così oggi sono stimati in circa 200.000 i ‘non occupati’ per patologie reumatiche”.

I costi sociali complessivi solo per le malattie legate all’artrite, inoltre, si aggirano intorno ai 4 miliardi all’anno. Basti poi pensare ai costi dovuti alla disoccupazione, alle spese per il trattamento della malattia e agli assegni di inabilità e invalidità, che ogni anno crescono al ritmo di 4000 nuove richieste. Sono ben 165.000 gli assegni di invalidità erogati dallo Stato nell’ultimo decennio, e nel solo 2012 l’Inps ha sborsato più di 104 milioni di euro per questi pazienti, cifra in crescita del 10% rispetto al 2009.

 

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