Coca-Cola alla conquista di Internet: ecco perché ha acquistato 16 milioni di schede di rete

5 gennaio 2014 19:260 commentiDi:

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All’apparenza sembrano degli innocui distributori automatici. Anzi, con i loro colori sgargianti, i loro suoni e le immagini accattivanti che si muovono in continuazione sul luminoso display fanno quasi simpatia. In più, sanno essere anche molto servizievoli, perché all’introduzione di pochi spiccioli sono in grado di erogare in pochissimo tempo la vostra bevanda preferita.

Coca-Cola installa nel mondo migliaia di nuovi distributori automatici

Si tratta dei nuovissimi distributori automatici che uno dei più grandi big del food & beverage internazionale, Coca-Cola ha disseminato in numerosi ristoranti, cinema e fast food degli Stati Uniti e del Regno Unito. Molti di questi nuovi distributori hanno ad esempio trovato posto all’interno dei punti vendita della nota catena Burger King, che oggi ne ospita più di duemila.

Dimenticate quindi le file chilometriche davanti alle casse del vostro fast food di fiducia. Ora, per avere un bicchiere colmo fino all’orlo della vostra coca cola preferita, di aranciata, di sprite o di qualsiasi altra bevanda vi venga voglia, anche creando il vostro mix personalizzato, vi basterà avvicinarvi alle macchine rosso sgargiante, interagire con lo schermo touchscreen e il gioco è fatto.

Ma sotto l’aria innocua e giocosa di questi nuovi distributori automatici si nasconde un terribile segreto. Si tratta infatti di macchine più che evolute, in grado di sfruttare tutti gli artifici che la tecnologia informatica oggi mette a disposizione delle aziende globali come la Coca-Cola.

La particolarità di questi distributori è quella di essere connessi ad Internet 24 ore su 24 per mezzo di schede di rete wi-fi e di essere, attraverso di queste, collegati anche con le banche dati dell’azienda che li ha prodotti e messi sul mercato. La Coca-Cola ha ribattezzato questi nuovi distributori automatici Freestyle, per la possibilità che i clienti hanno di personalizzare le loro bevande, ma a ben guardare dove si inneggia ad  una moltiplicazione delle possibilità di scelta si sottintende anche una loro possibile, futura limitazione.

Coca-Cola acquista 16 milioni di schede di rete dotate di un proprio indirizzo ID

La comparsa sul mercato dei nuovi distributori della Coca-Cola è infatti connessa con un altro importante fatto che recentemente ha attirato l’attenzione di alcune comunità online che si interessano di informatica, tecnologia e affini. La multinazionale ha acquistato qualcosa come 16 milioni di schede di rete, ognuna delle quali precisamente individuata – e individuabile, una volta connessa – attraverso uno specifico ID.

Sembra che Cola-Cola abbia fatto il suo insolito acquisto tecnologico sin dal 2010, ma solo ora si è capito quale potrebbe essere stato l’impiego di queste schede di rete precisamente identificabili a distanza. Si è infatti tracciato un parallelo tra la particolare scelta dei dispositivi e l’introduzione dei nuovi distributori automatici connessi via Internet.

Coca-Cola potrebbe infatti aver sfruttato parte degli identificatori di rete per la realizzazione delle nuove macchine automatiche, che in questo modo possono essere monitorate a distanza 24 ore su 24 dalla compagnia in tutte le loro richieste, erogazioni e funzioni.

Coca Cola

 

Ma perché Coca-Cola ha deciso di acquistare un numero così alto di schede di rete, visto che ad oggi il numero dei distributori installati nel mondo viaggia ancora nell’ordine delle migliaia?

Alcuni esperti di tecnologia hanno trovato la risposta anche a questa domanda. Le schede di rete provviste di ID oggi non sono poi un prodotto così raro come un tempo. Dobbiamo infatti pensare che molte case produttrici sono solite sfruttare questa possibilità all’interno dei loro prodotti, soprattutto se di natura tecnologica, per estendere la loro conoscenza e la loro influenza attraverso le potenzialità offerte da Internet e dalla rete globale.

L’unico problema, se vogliamo, è che le aziende che vogliono intraprendere l’utilizzo di questa tecnologia sono costrette a rivolgersi ad altre società specializzate come la Institute of Electrical and Electronics Engineers, Incorporated, o IEEE, che gestisce la registrazione degli indirizzi MAC delle schede. A seconda di come vengono generati gli identificatori, le aziende che vogliono riservarsi un blocco di indirizzi devono farlo in gruppi di 16 milioni, cioè acquistarle in stock.

Ecco quindi spiegato il perché di un acquisto così ingente da parte di Coca-Cola. Ma tale decisione potrebbe anche rivelare l’esistenza di ulteriori ambizioni da parte della grande multinazionale.

Potrebbe trattarsi infatti o di una mossa molto prudente per garantirsi comunque anche in futuro il proprio intervallo di indirizzi ID, in concorrenza con altre multinazionali del settore o di una strategia che mira alla conquista di un nuovo mercato e di nuove informazioni globali attraverso l’utilizzo di Internet.

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Come funzionano gli identificatori di rete che Coca-Cola ha acquistato

E questa seconda possibilità risulta ancora più probabile se si considera il funzionamento specifico di queste schede  di rete. Ogni scheda di rete è dotata infatti di un indirizzo univoco, chiamato MAC – media access control – che consente di individuare il dispositivo all’interno del quale si trova al di là del semplice indirizzo di rete IP assegnato dal fornitore di servizi internet. Anche se l’indirizzo IP viene a cambiare, dunque, l’indirizzo MAC resta sempre uguale a se stesso ed identificabile.

Quali sono, dunque, in ultima analisi, i vantaggi che Coca-Cola spera di ottenere dall’utilizzo di questa nuova tecnologia e dalla diffusione dei nuovi ed evoluti distributori automatici connessi via web?

Uno dei primi vantaggi che i nuovi distributori “online” offrono alla compagnia è quello di essere in grado di accettare pagamenti elettronici via internet, attraverso l’uso di carte di credito o altri sistemi di pagamento connessi con la tecnologia mobile. Niente più contante nei distributori, quindi, niente più rischi e niente più intermediari.

Inoltre, cosa da non sottovalutare, attraverso i suoi erogatori connessi via Internet 24 ore su 24 Coca-Cola potrà monitorare praticamente in tempo reale le esigenze, i gusti e le abitudini di tutti i suoi consumatori sparsi sulla faccia della terra – o meglio in ogni luogo raggiunto dai suoi distributori – dei quali arriverà a conoscere anche i più insoliti desideri grazie alle diverse possibilità di personalizzazione.

In questo modo non solo l’intera divisione marketing della multinazionale potrebbe trarne grandi vantaggi, ma anche quella della logistica, che potrebbe in questo modo abbattere tempi e costi di lavoro e di distribuzione.

Infine, in coda a tali ragionamenti, la statistica fornisce un ulteriore dato relativo alle possibili ambizioni di Coca-Cola su cui meditare. In tutti gli Stati Uniti i distributori automatici attualmente installati sono circa 7 milioni. Nel mondo intero, invece, il loro numero dovrebbe essere almeno pari al doppio, 14-15 milioni. Siamo proprio sicuri che Coca-Cola procederà in questo business completamente sola?

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