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Coltivazione di cannabis in Spagna contro la crisi economica

Arriva dalla Spagna una proposta tanto bizzarra quanto efficace, almeno sulla carta, per poter risanare i conti e sopravvivere in un periodo di difficile crisi economica. L’inusuale forma di auto-finanziamento arriva dall’associazione del piccolo villaggio rurale di Rasquera, in Catalogna, nel nord-est della Spagna.

L’associazione ha proposto di coltivare marijuana e il risultato del referendum è stato schiacciante con un netto 56% della popolazione a favore. La cittadina di Rasquera è popolata da circa 900 anime che vivono di agricoltura, ma il periodo è molto difficile e i debiti sono aumentati vertiginosamente. In realtà la notizia della bizzarra proposta aveva fatto scalpore già i primi di marzo, quando l’Asociacion Barcelonesa Cannabica de Autoconsumo (Abcda), che conta oltre 5mila soci e che già gestisce collettivamente il consumo individuale di marijuana nei limiti consentiti dalla legge spagnola, aveva avanzato la sua proposta all’amministrazione locale: la richiesta era di  poter coltivare sui campi del comune la cannabis a fini non commerciali, in pratica per l’autoconsumo.


â–º IN SPAGNA SI COLTIVA MARIJUANA

In tal modo l’economia locale avrebbe beneficiato di circa 550mila euro all’anno derivanti dall’affitto e dalla gestione dei terreni e di 40 nuovi posti di lavoro. Il referendum ha promosso a pieni voti la bizzarra misura anti crisi, ma il dibattito in Spagna si è aperto solo ora. L’articolo 368 del codice penale spagnolo proibisce infatti non solo la coltivazione, ma anche l’elaborazione e il traffico di droghe: in questo caso si tratterebbe si autoconsumo. Basterà per poter aggirare la legge?