Come ci si oppone a un matrimonio

26 agosto 2014 11:150 commenti

Se qualcuno ha qualcosa da dire, lo dica ora o taccia per sempre. È questa la formula cui il cinema ci ha abituato, la formula detta dal celebrante per capire se il matrimonio che sta per suggellare è spontaneo e d’amore.

I matrimoni, già sul nascere, possono non essere una storia a lieto fine. Non tutte le coppie convolano a nozze per scriver in calce alla loro vita che “vissero felici e contenti”. Forse anche per smascherare i matrimoni combinati senza dover ricorrere agli stratagemmi di Giulietta e Romeo, è stato istituito il diritto di opposizione al matrimonio.

Chissà se deciderà di approfittarne anche la mamma di Amal Alamuddin, la futura moglie di George Clooney. La suocera dell’attore non sembra affatto contenta della scelta della figlia per motivi legati alla tradizione religiosa dei drusi, di cui l’avvocatessa libanese fa parte.

> La suocera di Clooney non è contenta della scelta della figlia


Ma come ci si può opporre nella pratica ad un matrimonio e adducendo quali motivazioni? La prima cosa da fare è attendere che siano fatte le pubblicazioni. A quel punto se ci sono impedimenti alle nozze si può fare ricorso al tribunale competente del luogo in cui è stata fatta la pubblicazione del matrimonio. Il tribunale, poi, sospende la celebrazione fino a quando, ascoltato l’oppositore decide se rimuovere l’opposizione con un decreto.

Ad un matrimonio possono opporsi i parenti, quindi i genitori degli sposi, gli ascendenti, i parenti collaterali entro il terzo grado, il tutore e il curatore, il precedente marito o la precedente moglie di chi sta per convolare a nozze. Chissà se lo avesse voluto fare anche Michelle Hunziker alle seconde nozze di Eros vista la “competizione” tra i due ex?

> Mentre Michelle programma che fanno Eros e Aurora?

Al matrimonio si può opporre anche l’ufficiale di stato civile se è a conoscenza di qualcosa che impedisce il matrimonio e non è stato dichiarato. I parenti invece possono opporsi a qualsiasi cosa che impedisca la celebrazione, per esempio indicando l’infermità mentale di uno degli sposi.

Se l’opposizione non è accolta, l’oppositore può anche essere condannato al risarcimento danni per ingiusta sospensione della celebrazione di un matrimonio.






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