Emergono nuove verità sul ritrovamento di Aldo Moro

30 giugno 2013 08:420 commenti

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La storia cambia. Di qualche ora, di qualche dettagli alquanto significativo. Cambia. Come se la pagina riguardante Aldo Moro d’un tratto dovesse essere corretta.

Aggiornata, modificata.

Emergono nuovi e interessanti particolari sull’assassinio del leader della Dc, in virtù del racconto di due artificieri chiamati per sabotare la Renault 4 rossa.

Artificieri che sino ad oggi non erano mai stati interrogati e si lamentavano dal momento che avebbero molto da raccontare.

Sono loro due gli anti-Asabotatori che per primi giunsero alla macchina rossa, con il corpo di Moro nel bagagliaio, in via Caetani, il 9 di maggio di 35 anni fa.

Uno di loro, Vitantonio Raso, ha scritto un libro, ‘La bomba Umana’, nel quale fornisce di fatto dettagli che modificano la storia per come sino ad oggi la conosciamo.


Vitantonio Raso, in compagnia del suo collega Giovanni Circhetta, hanno spostato l’ora del ritrovamento dell’auto e del cadavere dello statista a prima delle 11, mentre era delle 12.30 la famosa telefonata delle Brigate Rosse che annunciava l’uccisione di Moro ed il luogo dove trovarne il corpo.

Alle 11, infatti, gli artificieri arrivarono in via Caetani per controllare che l’R4 non fosse una trappola esplosiva.

Fu Raso il primo ad entrare nella macchina ed a trovare sotto la coperta il corpo di Moro. Poco dopo giunse anche Francesco Cossiga, che finora si sapeva essere giunto in via Caetani solo pochi minuti prima delle 14 e quando Raso, sceso dalla macchina, comunicò che dentro il bagagliaio c’era il corpo, non vi fu alcuna reazione da parte Cossiga e da chi lo circondava. Come se “sapesse già tutto”, scrive Raso. Il suo collega Giovanni Circhetta aggiunge e regala alla storia un’altra novità: sul sedile anteriore della R4 c’era una lettera. Il Maresciallo ne è sicuro e si chiede che fine abbia fatto.






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