Gli italiani consumano male gli antibiotici?

25 settembre 2013 16:190 commenti

farmaci 5Usare gli antibiotici quando non è strettamente necessario è una tipica caratteristica degli italiani. Lo segnala l’Osservatorio sull’impiego dei Medicinali. L’OsMed dell’Aifa, Agenzia italiana del Farmaco, fa presente che a volte l’impiego degli antibiotici e inappropriato e supera il 20% in tutte le condizioni cliniche. I consumi, peraltro, sembrano essere diminuiti rispetto al 2012. L’impiego inappropriato di antibiotici, secondo quanto segnalato dall’OsMed, avrebbe un particolare impatto per la laringotracheite (48,6%) e per la cistite non complicata (37%). Per quanto riguarda la distribuzione geografica, le Regioni del Centro mostrano i livelli più alti di trattamento inappropriato dell’influenza e del raffreddore comune. Particolarmente «inappropriato» appare l’uso di antibiotici nella popolazione anziana: il 56% dei pazienti tra i 66 e i 75 anni è stato trattato per l’influenza con antibiotici rispetto al 24% dei pazienti d’età inferiore ai 45 anni.


Per ciò che riguarda i consumi, per gli antibiotici si registra però un calo una diminuzione del 6,1% rispetto al 2011. E nel 2012 si è ridotta anche la spesa: -16,3% in confronto al 2011. In particolare, l’anno scorso, in regime di assistenza convenzionata (dunque farmaci erogati dal Servizio sanitario Nazionale attraverso le farmacie), sono state consumate 21,1 dosi giornaliere di antibiotici ogni mille abitanti, facendo registrare appunto una riduzione rispetto all’anno precedente del -6,1%.






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