I nazisti hanno conquistato l’America: tranquilli, è solo una campagna adv di Amazon

Certamente con gli americani non si può scherzare: la patria della pubblicità non ha digerito la nuova campagna promozionale lanciata da Amazon e finalizzata a pubblicizzare la serie tv The Man in The High Castle, ispirata al romanzo di Philip K. Dick, La svastica sul sole, nel quale si immagina un mondo parallelo nel quale i nazisti hanno vinto la Seconda Guerra Mondiale. E così, a inizio settimana, i pendolari newyorchesi hanno viaggiato sulla metropolitana della città tappezzata di colori americani su cui simboleggiavano simboli nazisti. 

Ucronìa è una distorsione del termine utopia e in narrativa si usa per etichettare un racconto che parli di una storia alternativa, un classico what if, ovvero, cosa sarebbe successo se le cose fossero andate in un altro modo? Dove per cose s’intende per lo più fatti storici rilevanti, capaci di cambiare il corso del tempo e la nostra vita in generale. Il romanzo di Philip Dick a cui la serie tv prodotta da Amazon Studios si ispira racconta proprio questo: cosa sarebbe accaduto se i nazisti avessero vinto la guerra?

Amazon ha pensato bene di infiltrarsi nella mente dei newyorchesi tappezzando la metro di New York con immagini e simboli che richiamano un’associazione tra gli Stati Uniti e il nazismo. Germania e Giappone dominano il mondo e hanno colonizzato gli Stati Uniti, di fatto spartendoseli. I colori e i simboli che gli abitanti di New York hanno visto li rivedranno tali e quali nella serie. Ma non tutti hanno digerito la tremenda associazione piuttosto invasiva che li ha accompagnati a inizio settimana durante i loro spostamenti.

L’associazione contro l’antisemitismo si è fatto carico di questi malumori, affermando come “vedere la bandiera americana associata a un simbolo nazista” sia stato “visceralmente scioccante”. La rabbia si è poi diffusa sui principali social network, che hanno immortalato l’imbarazzante campagna corredandola di critiche e commenti negativi. Sulla questione è intervenuto anche il sindaco di New York, Bill de Blasio, che ha ordinato la rimozione della campagna pubblicitaria lo scorso martedì.

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