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Il Ciao di Walter Veltroni al padre Vittorio nel suo ultimo romanzo

Aveva 37 anni quando è morto Vittorio Veltroni, ex dirigente della RAI nel dopoguerra, capace di lanciare nel mondo dello spettacolo talenti e personaggi del calibro di Corrado e Mike Bongiorno. Suo figlio, Walter, ne aveva solo 1. Oggi, che ne ha 60, lo ha voluto “resuscitare” nel suo ultimo “autobiografico” – un genere che va molto in voga di questi tempi nel panorama italiano – dal titolo emblematico: semplicemente, “Ciao”. Una rievocazione, un ricordo immaginato, inventato, un rimpianto, ma anche la volontà di seguire i propri sogni e realizzarli. 

E’ un confronto generazionale contraddittorio e paradossale quello tra Walter Veltroni e suo padre Vittorio: nel libro, infatti, il figlio ha sessant’anni, mentre il padre è rimasto all’età di 37 anni, l’età in cui si è spento. Lui che ha raccontato il referendum su monarchia e repubblica e il funerale del Grande Torino, e il figlio che è diventato segretario del PD e sindaco di Roma e non ha mai smesso di coltivare la sua grande passione: scrivere libri.

Un incontro immaginario, sognato per anni, ma ovviamente mai realizzato: Walter Veltroni aveva solo 1 anno quando su padre scomparve, lasciandogli un enorme vuoto, e il desiderio inevaso di farsi guidare dalla sua figura. Se oggi potesse averlo davvero davanti, Walter gli chiederebbe se sia orgoglioso di lui.

Nel libro emerge però anche un interessante e importante confronto fra due generazioni, quella del dopoguerra e quella cresciuta negli anni Sessanta-Settanta. Un dibattito generazionale che trova sfogo però sempre in quella lacuna mai colmata, in quel sogno impossibile da realizzare: incontrare il padre mai visto. Ma che durante le sedute di scrittura ha sempre immaginato essergli davanti, o accanto, ad accompagnarlo in questa fase importante della sua vita.

La lezione da imparare in questo libro, soprattutto per le generazioni più giovani? Come lo stesso Veltroni ha affermato a Umbria24: “Non smettere mai di sognare, non rinunciare a inseguire i propri sogni, anche quelli che sembrano più irrealizzabili”.