Il nick name falso diventa reato penale

30 aprile 2013 13:340 commenti

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Il nick name è la possibilità che viene data a tutti gli internauti di navigare sul web senza mettere apertamente in mostra la propria vera identità.

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Il nick name può essere usato come parte del proprio indirizzo mail, come nome su Facebook o per entrare in chat dove non si vuole far trapelare la propria identità. Ottimo, quindi, se siamo noi a scegliercelo e ad utilizzarlo, ma un danno enorme se qualcuno usa il nick name per ledere qualcun altro.

E’ successo. Una donna che aveva intenzione di vendicarsi degli atteggiamenti vessatori della sua ex datrice di lavoro ha iniziato a entrare in chat erotiche con un nick name composto dalle iniziali della boss e dal suo numero di cellulare.

Non ci è voluto molto tempo prima che alla boss in questione iniziassero ad arrivare telefonate, messaggi e foto che poco lasciavano spazio all’immaginazione. Fatto che l’ha, ovviamente, portata a sporgere denuncia. Si va al processo e, dopo aver passato tutti i gradi di giustizia, il caso è finito alla Suprema Corte che ha deciso che, proprio in base a quanto avvenuto, la creazione di un nickname composto da dati che possano, più o meno indirettamente, riferirsi ad una persona giuridica che non sia l’utente in questione è passibile di condanna per sostituzione di persona.

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La sentenza è la numero 18826 con la quale la Corte estende l’efficacia dell’articolo 494 del Codice Penale riguardante le “aggressioni online” e riconoscendo, così, i nickname come parte dell’identità virtuale di una persona.

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