In Islanda una ragazza vince la causa per tenere il proprio nome

3 febbraio 2013 20:250 commentiDi:

In Islanda una ragazza di quindici anni ha vinto una lunga battaglia legale per conservare il suo nome. La ragazza si chiama Blaer che nella sua lingua significa lieve brezza. Un nome che gli era stato dato alla nascita e che la ragazza voleva mantenere, ma c’era una situazione legata alla legge. Un tribunale ha affermato che il nome non identificava bene il sesso e quindi doveva essere cambiato. Questo lo dice la legge islandese.

La ragazza ha fatto appello alla corte distrettuale di Reykjavik che ha ribaltato la sentenza. Secondo i giudici il nome si può utilizzare perché identifica sia i maschi che le femmine. Nella prima elaborazione del parere si diceva che Blaer identifica maggiormente un maschio che una femmina. I giudici hanno anche affermato che con riferimento alla Costituzione islandese e alla convenzione europea sui diritti umani la ragazza ha il diritto di mantenere il suo nome.

L’Islanda ha delle regole rigide sui nomi come la Germania e la Danimarca. Il nome infatti deve identificare il sesso della persona ed essere in accordo con la grammatica e la pronuncia. Nell’alfabeto islandese non c’è la c e quindi i nomi che hanno questa lettera non possono essere utilizzati dalle persone.

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