La gelateria che deve chiudere per aver evaso 1,50 euro

27 agosto 2013 10:040 commenti

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L’Italia, regina del lavoro nero e patria dell’economia sommersa, a volte si differenzia per eccessi di natura contraria. In altri termini, una minima infrazione è bastata per subire conseguenze assai pesanti.

Parliamo di ciò che è successo ad una gelateria del Centro di Olbia, la quale è stata costretta a chiudere per tre giorni alla fine del mese di agosto per aver collezionato 4 verbali per scontrini non emessi in cinque anni. L’ultimo le è stato fatale, quanto occorre per far scattare lo stop deciso dall’ex ministro dell’Economia Giulio Tremonti: secondo la norma sono sufficienti 4 scontrini non emessi in cinque anni per ordinare il “fermo”.


E poco importa, come in questo frangente, che l’importo delle violazioni sia particolarmente esiguo: due scontrini da 1 euro, uno da 6,50 e uno da 1 euro e 50. 10 euro in totale. Tra Iva (al 10%) non versata e spese accessorie la sanzione giunge a 1 euro e 50. La legge non fa distinguo in questo senso e la ripetuta violazione, se accertata, può far scattare la stop temporaneo dell’attività.

Una beffa ulteriore se si pensa che – stando a quanto raccontato dalla proprietaria Mirella Manzotti – il giro d’affari previsto per i quattro giorni lavorativi per i quali è stata ordinata la sospensione, l’ultimo weekend di agosto, periodo ad altissimo afflusso turistico, sarebbe di quasi 5-6000 euro, pari a circa 500 euro di possibili introiti per il fisco.

La proprietaria non l’ha presa bene e ai media ha raccontato: “Già è stata una pessima stagione. Stiamo in piedi malgrado le perdite che si sommano ogni mese che passa. Beninteso, non voglio nessun regalo e sono pronta a pagare il mio debito ma spostatemi anche solo di 15 giorni la chiusura forzata. Chiudendo tutto questo fine settimana perderemo l’incasso che avrebbe bilanciato le perdite subite”.






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