La scoperta della penicillina

24 marzo 2013 16:170 commentiDi:

Come molte grandi scoperte scientifiche, anche quella della penicillina, che fu di fondamentale importanza nel mondo della medicina e della farmacologia per la conseguente sintesi dei moderni antibiotici, avvenne, si può dire, per caso.

Era infatti il 1928 quando il microbiologo inglese Alexander Fleming stava studiando alcune colture di batteri. Le colture di batteri erano allora organizzate in sottili capsule di vetro all’interno delle quali veniva posto uno strato di gelatina e di altri nutrienti affinché fosse possibile la sopravvivenza dei microrganismi.

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I batteri, infatti, allora come oggi, nelle giuste condizioni di luce e temperatura, tendevano a moltiplicarsi e ad occupare progressivamente l’intera  superficie delle capsule.

In una delle capsule sotto osservazione, tuttavia, Alexander Fleming notò che vi erano delle aree in cui la moltiplicazione progressiva dei batteri si era improvvisamente arrestata. Andando quindi ad osservare al microscopio la situazione della coltura in questione, notò che nelle chiazze batteriche si erano installate delle muffe che ne avevano arrestato la naturale proliferazione.

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Le muffe che avevano arrestato la crescita dei batteri erano del tipo Penicillium, da cui poi il farmaco antibatterico di successiva sintesi prese il nome di penicillina. In modo del tutto casuale, dunque, Alexander Fleming aveva per la prima volta scoperto il modo di arrestare i batteri grazie alle sostanze rilasciate dalle muffe.






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