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Le droghe allucinogene fanno bene alla mente

trippyy

Una notizia che probabilmente farà ‘storcere il naso’ a qualcuno. LSD, mescalina, peyote, magic mushrooms e le altre droghe psichedeliche, che sono entrate nel consumo di massa dagli anni ’60 e associate al rock ‘n’ roll, alla letteratura beatnik e alla vita spensierata dei figli dei fiori, non sono sostanze pericolose per la salute mentale. Al contrario, in alcuni casi possono ridurre nei consumatori abituali il rischio di patologie psichiatriche.

È quanto rileva uno studio condotto negli Stati Uniti dai neuroscienziati norvegesi Pal- Orjan Johansen e Teri Krebs successivamente all’esame dei dati di 130mila americani che avevano assunto farmaci per alleviare ansia, depressione, stress post-traumatico, agorafobia, sociofobia e che in alcuni casi erano stati ricoverati nei reparti psichiatrici. Tra loro anche ventiduemila persone che dichiarano di assumere da sempre droghe psichedeliche come l’Lsd, la mescalina, la psilobicina e il peyote. La conclusione è palese: “L’utilizzo di sostanze psichedeliche non è un fattore di rischio indipendente per lo sviluppo di problemi di salute mentale” né “determina un maggiore ricorso a psicofarmaci”.

Lo studio norvegese, pubblicato pochi giorni fa sulla rivista PlosOne, non riesce a individuare un rapporto di causa-effetto tra il consumo di sostanze psichedeliche e la salute mentale tuttavia arriva comunque a provare che i consumatori di allucinogeni sembrano soffrire in misura minore di problemi psichiatrici e dunque ricorrono meno spesso agli psicofarmaci.

“Un tempo si pensava che le droghe psichedeliche potevano portare a problemi di natura mentale ma questa credenza era basata su un piccolo numero di casi e non teneva conto del consumo diffuso di allucinogeni né del tasso di malattie psichiatriche della popolazione in generale”, spiega Johansen.

I due ricercatori non sono nuovi nei territori delle sostanze psichedeliche: già lo scorso anno avevano pubblicato una ricerca secondo la quale l’Lsd aiuta in maniera efficace gli alcolisti a smettere di bere, mentre due importanti ricerche pubblicate nel British Journal of Psichiatry hanno comprovato l’uso benefico della psilocibina (presente nei cosiddetti funghi allucinogeni) in pazienti affetti da grave depressione.