L’FBI chiuderà internet l’8 marzo?

16 febbraio 2012 17:200 commenti

La notizia proviene dal quotidiano Russia Today in lingua inglese, che riferirebbe di un’operazione di polizia per reati informatici.

Il controllo e la difesa del cyberspazio è d’altra parte uno dei tanti aspetti da guerra psicologica e spionistica che coinvolge le maggiori potenze mondiali, con speciali organismi che si occupano esclusivamente di spegnere le minacce che possono arrivare da molte sorgenti per i motivi più svariati, dallo spionaggio industriale a quello militare. Il punto interrogativo è d’obbligo, soprattutto visto il silenzio totale da parte delle autorità sulla vicenda, silenzio che non stupisce quando la difesa riguarda i siti governativi e quelli delle industrie strategiche di una nazione.

Russia Today e Betabeat riferiscono che l’8 marzo prossimo l’FBI avrebbe intenzione di bloccare milioni di computer per estirpare un pericoloso virus che avrebbe infettato almeno una dozzina di siti governativi e i computer di più di 500 aziende, di cui pero non sono stati forniti i dati.


L’inchiesta partirebbe dall’arresto, da parte della polizia estone, di 6 persone accusate un Trojan responsabile dell’infezione di almeno 500.000 computer in più di cento paesi. L’FBI sarebbe già intervenuta ma senza successo, nonostante la disattivazione della rete botnet incriminata, DNS Changer, tanto da essere costretta a sostituire i server infettati.
E qui ci sarebbe il blocco, previsto appunto l’8 marzo, data in cui si chiuderebbe l’operazione di disinfestazione. L’FBI dovrebbe riuscire a sostituire i server in un solo giorno ma questo significherà l’impossibilita di collegarsi ad internet per milioni di utenti, un evento mai verificatosi che stimola anche la fantasia dei sociologi, curiosi di “studiare” presunte crisi di astinenza da internet dei maniaci della tastiera.

Ad avvalorare l’ipotesi “blocco” anche le dichiarazioni di Rob Rasmussen, presidente di Internet Identity, a Russia Today, secondo le quali il blocco sarebbe non solo certo, ma anche rivelatore sulle possibili conseguenze a livello globale di eventuali black out di internet. Un gruppo formato da forze dell’ordine e aziende informatiche starebbe vagliando da tempo tutte le possibili conseguenze, e attualmente nessuno osa fare previsioni.






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