Pecorino e non parmigiano, emblema del made in Italy

30 agosto 2014 22:010 commenti

Tra tutti i prodotti made in Italy esportati, cresce la presenza sulle tavole estere del Pecorino e del Fiore Sardo, almeno nel 2014. Quest’anno, dicono gli esperti, sarà l’anno del sorpasso del pecorino sul parmigiano.

vinopecorino

Fino a questo momento, dire Italia sulle tavole di tutto il mondo, significava pronunciare il nome del Parmigiano Reggiano. Adesso sembra che la notorietà di questo squisito latticino, sia stata appannata dalla popolarità improvvisa guadagnata dal pecorino.

Il pecorino romano, complice il prezzo all’ingrosso molto contenuto, appena 8,2 euro al chilo, è il formaggio più venduto all’estero, mentre è in discesa la commercializzazione del parmigiano reggiano con stagionatura a 12 mesi. L’analisi è stata fatta dalla Coldiretti sulla base delle vendite concluse nel primo quadrimestre dell’anno.

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Il successo del pecorino potrebbe avere degli effetti non indifferenti anche su altri prodotti. Per esempio si stima che in poco tempo il latte di capra raggiungerà la quotazione di un euro al litro. Un toccasana per i pastori che in questo modo riuscirebbero almeno a coprire i costi di produzione sempre molto elevati.

Il pecorino romano, soltanto 3 anni fa, nel 2011 era venduto all’estero a 4,8 euro al chilo. Questa popolarità potrebbe far crescere nei prossimi anni anche la popolazione ovina tricolore. Oggi, per esempio, in Italia ci sono 6,2 milioni di pecore e 700 mila capre che pascolato soprattutto in Sardegna – dove le pecore vano per la maggiore – in Sicilia, Lazio e Toscana.

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Questo successo potrebbe infine essere provvidenziale per molti giovani in cerca di un’occupazione nel settore primario. L’agricoltura riserva ancora tanti posti, ma anche la pastorizia potrebbe conoscere un nuovo momento di gloria.






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