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Più carbone e meno petrolio

L’Agenzia Internazionale per l’Energia ha rivelato che il carbone supererà entro il 2017 il petrolio, diventando il combustibile più usato nel globo. E la lotta alle emissioni di Co2. Sembra dover finire sotto i colpi di questa nuova (non tanto) rivoluzione energetica.

Gli ultimi anni sono stati caratterizzati da un’evoluzione delle energie rinnovabili. Ciò, però, non cambia a quanto pare alcuni processi naturali. A confermarlo sono appunto i dati messi a disposizione dall’Aie. L‘Agenzia Internazionale dell’Energia si è dunque sbilanciata in una serie di proiezioni alquanto interessanti, in base ai numeri rilevati e forniti all’opinione pubblica.

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In breve, si trova molto carbone a buon mercato, al punto che la sua domanda aumenterà a dismisura in tutte le regioni del mondo. Soltanto negli Stati Uniti il gas scisto pare avere la meglio.

Il carbone, attualmente, è in crescita. Una crescita di 4,4 miliardi di tonnellate. Ciò fa si che la domanda aumenti. Una domanda proveniente soprattutto dalle economie dei Paesi in via di sviluppo come l’India, nonché dalle economie emergenti quali la Cina. Due imperi sempre più bisognosi di energia che spingono per l’acquisizione di carbone a discapito del petrolio.

Cina

La domanda di carbone proveniente dalla Cina cresce a vista d’occhio, con una media del 3,7% in più ogni anno. Si profila uno scenario del tutto nuovo, già a partire dal 2017. A dirlo è sempre l’Aie. In base ai dati dell’Agenzia Pechino sarà destinata a contare per oltre la metà della domanda di carbone globale.

Nei giorni scorsi anche l’agenzia Woord Mackenzie ha rilasciato un rapporto in cui si confrontano passato e futuro delle energie. Nel 2010 il carbone aveva già fatto registrare una crescita importantissim, pari al 6% Una crescita che era del doppio rispetto al gas e del quadruplo rispetto al petrolio. Soltanto le energie rinnovabili, nel 2010, avevano fatto meglio. Anche i primi dati dello scorso anno confermano questa tendenza.

 

 

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