Più carbone e meno petrolio

20 dicembre 2012 09:191 commento

L’Agenzia Internazionale per l’Energia ha rivelato che il carbone supererà entro il 2017 il petrolio, diventando il combustibile più usato nel globo. E la lotta alle emissioni di Co2. Sembra dover finire sotto i colpi di questa nuova (non tanto) rivoluzione energetica.

Gli ultimi anni sono stati caratterizzati da un’evoluzione delle energie rinnovabili. Ciò, però, non cambia a quanto pare alcuni processi naturali. A confermarlo sono appunto i dati messi a disposizione dall’Aie. L‘Agenzia Internazionale dell’Energia si è dunque sbilanciata in una serie di proiezioni alquanto interessanti, in base ai numeri rilevati e forniti all’opinione pubblica.

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In breve, si trova molto carbone a buon mercato, al punto che la sua domanda aumenterà a dismisura in tutte le regioni del mondo. Soltanto negli Stati Uniti il gas scisto pare avere la meglio.


Il carbone, attualmente, è in crescita. Una crescita di 4,4 miliardi di tonnellate. Ciò fa si che la domanda aumenti. Una domanda proveniente soprattutto dalle economie dei Paesi in via di sviluppo come l’India, nonché dalle economie emergenti quali la Cina. Due imperi sempre più bisognosi di energia che spingono per l’acquisizione di carbone a discapito del petrolio.

Cina

La domanda di carbone proveniente dalla Cina cresce a vista d’occhio, con una media del 3,7% in più ogni anno. Si profila uno scenario del tutto nuovo, già a partire dal 2017. A dirlo è sempre l’Aie. In base ai dati dell’Agenzia Pechino sarà destinata a contare per oltre la metà della domanda di carbone globale.

Nei giorni scorsi anche l’agenzia Woord Mackenzie ha rilasciato un rapporto in cui si confrontano passato e futuro delle energie. Nel 2010 il carbone aveva già fatto registrare una crescita importantissim, pari al 6% Una crescita che era del doppio rispetto al gas e del quadruplo rispetto al petrolio. Soltanto le energie rinnovabili, nel 2010, avevano fatto meglio. Anche i primi dati dello scorso anno confermano questa tendenza.

 

 






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1 commento

  • Rinaldo Sorgenti

    La demagogia e la speculazione continua a demonizzare il Carbone, sulla base di estrapolazioni teoriche e statistiche che attribuiscono la mortalità in base all’insieme delle emissioni di Particolato Fine in atmosfera, che si possono avere solo per l’insieme di ogni particolare luogo o Paese, vale a dire di tutte le attività civili ed industriali che coesistono in tale ambito.

    Ma se si vuole dare un ordine di importanza e grandezza, allora perché non riflettere che solo a causa dell’indubitabile effetto del “Fumo di sigarette”, in Italia vi sono ben 100 morti al giorno per tale causa? Ed il “Fumo di sigarette” NON è mai conteggiato nell’insieme delle emissioni in atmosfera, ma non è banale fare un semplice calcolo matematico moltiplicando i miliardi di sigarette consumate per il loro certo fattore emissivo di sostanze nocive, che indubitabilmente ritorno quasi subito al suolo a “beneficio” di tutti.
    Pare che le lobby ambientaliste, non lo sappiano!

    Evitiamo di fuorviare l’opinione pubblica con azioni che sono davvero speculative e pensiamo ad affrontare i veri grandi problemi dell’umanità, che sono la FAME e le MISERE CONDIZIONI di vita di un terzo dell’umanità che vive nei troppi Paesi poveri e sottosviluppati, da cui emergono i gravi problemi che conosciamo.

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