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Riceve per errore una borsa con 145mila euro in gioielli e la restituisce

Appena ha aperto quel pacco, che pesava come piombo, ha sgranato gli occhi: orologi, brillanti, gioielli. Tutti aggrovigliati, che contarli era impossibile. Ma la tentazione di mettersi in spalla il tesoro e svignarsela lontano da occhi indiscreti non è nemmeno balenata nella testa di Angela Faraone, 37 anni, architetto di Napoli proprietaria di un ristorante giapponese aCapri.

Sull’isola dei Faraglioni, all’esterno dell’Iki, gestito insieme all’amico Massimiliano Neri, la scoperta che non s’aspettava. Un po’ come quando controlli i numeri della lotteria e vinci davvero. Già, perché all’interno di quella borsa c’erano monili e preziosi per un valore di 145 mila euro. Che però sono tornati tra le braccia della proprietaria. Tutti. La donna stava sistemando alcuni pacchi proprio davanti all’ingresso del ristorante, quando gliene è finito tra le mani uno “sospetto”, senza nome né del mittente né del destinatario.

Allora, l’architetto Faraone l’ha aperto e ha dovuto guardare due volte prima di realizzare quello che aveva visto. Quindi ha preso la cornetta in mano e ha chiamato subito il suo avvocato, Angelo Pisani, per cercare di rintracciare chi fosse lo sbadato. Ovvero la ditta Chopard, che produce gioielli e borse. E proprio un paio di borse aveva ordinato l’architetto, peccato che la maison di lusso gli avesse “rifilato” pure una scatola piena zeppa di gioielli luccicanti. Che a Capri sono in esposizione in un unico negozio, la gioielleria Trucchi di via Camerelle. Così è stato facile risalire al legittimo proprietario, in attesa della consegna che non sarebbe mai arrivata. In un attimo il responsabile del negozio ha preso la strada del ristorante, per riprendersi il “tesoro” e ringraziare Angela Faraone. All’inizio, si era diffusa sul web la notizia che il valore del pacco fosse di due milioni di euro, poi è toccato ai carabinieri di Capri fugare i dubbi.

Subito, però, è partito il tam tam dei napoletani permalosi, per i quali un episodio del genere sfata tutti i falsi miti sui partenopei che ti sfilano l’orologio dal polso e manco te ne accorgi, o sugli scugnizzi appena ragazzini che diventano famelici se ti vedono con l’oro addosso. «Gesti come questi vanno evidenziati proprio per smontare le tesi di quanti vedono nei napoletani solo gente dedita all’illegalità», hanno commentato Francesco Emilio Borrelli, consigliere regionale dei Verdi, e Gianni Simioli, speaker del programma “La radiazza” trasmesso su Radio Marte.

Addirittura Borrelli ha messo in agenda la proposta di un encomio pubblico in consiglio regionale per la donna e ha già presso contatto con il suo avvocato, Angelo Pisani, già protagonista di tante battaglie in difesa dei napoletani “offesi dai luoghi comuni”. Non solo. Perché il consigliere è andato oltre: «Questa storia dimostra, per l’ennesima volta, quanto siano falsi i luoghi comuni su Napoli che spesso ritornano, anche in servizi televisivi, come dimostra il caso recente di un giornalista che, parlando di un borseggio a Napoli, aveva fatto intendere che era “normale” essere derubati a Napoli».