Se sei invidioso e infelice è anche colpa di Facebook

20 settembre 2014 18:020 commenti

Il social web ha tanti meriti, tra cui quello di mettere in relazione le persone e di garantire loro la soddisfazione di uno dei bisogni primari che è quello di comunicare. Ma i social e in particolare il riferimento è a Facebook, possono rendere l’utente infelice e invidioso. Lo spiega una ricerca scientifica.
Facebook-Timeline
Facebook può provocar dipendenza e questa non è certo una novità. Soprattutto oggi che si è sempre connessi grazie agli smartphone, si controlla in continuazione la propria pagina personale, gli aggiornamenti di stato di amici e nemici. Chi è dipendente da Facebook lo usa nei momenti peggiori, perché non ne può proprio fare a meno.

> Essere amici su Facebook non vuol dire essere raccomandati


Se si arriva al punto da preferire scrollare la pagina degli aggiornamenti di stato di Facebook, ad una passeggiata con gli amici, vuol dire che il social network blu ha completamente invaso la nostra vita. Lo sostiene l’Università del Michigan che ha pubblicato una ricerca molto interessante su PLOS One.

I ricercatori americani hanno osservato 82 persone, uomini e donne, per due settimane e li hanno invitati ad esprimere il loro stato d’animo, a dichiarare se erano ansiosi, felici, se si sentivano soli o quant’altro. Questo stato d’animo doveva essere comunicato ai loro contatti su Facebook, tramite dei messaggi privati.

Dopo aver condiviso in forma privata il proprio stato d’animo con gli amici, è stato chiesto alle persone sotto osservazione di dire se erano più felici o più tristi di prima. Il risultato dell’esperimento è che tutti coloro che su Facebook avevano trascorso più di 4 ore al giorno, avevano dichiarato di essere meno felici e soddisfatti della propria vita, rispetto a chi del social network fa un uso più moderato.

La spiegazione è semplice: chi non ha trascorso troppo tempo online ha avuto modo di incontrare amici e persone care e quindi è apparso più sereno e felice.






Tags:

Lascia una risposta