Un batterio intestinale per curare l’Alzheimer

3 giugno 2013 16:570 commenti

morbo-di-AlzheimerPotrebbe esserci finalmente una soluzione per una malattia annosa come l’Alzheimer. Una soluzione che, incredibilmente, potrebbe celarsi nell’intestino dell’uomo.

Si tratterebbe sicuramente di un passo importante.

E’ infatti positivo il risultato di una ricerca pubblicata su PlosOne. La ricerca scaturisce dalla collaborazione di ricercatori del Dipartimento del Farmaco dell’Istituto Superiore di Sanità con quelli del Dipartimento di Farmacia e Biotecnologie e di Scienze mediche e chirurgiche dell’Università di Bologna.

Gli studiosi hanno potuto appurare come una singola dose di una tossina prodotta da un comune batterio insito all’interno dell’intestino (Escherichia coli), potesse avere effetti regressivi sui sintomi neuroinfiammatori di una malattia rara del neurosviluppo, la Sindrome di Rett.

Il CNF1, con questo nome è battezzata la tossina, ha avuto effetti benefici sui topi utilizzati nello studio facendo regredire i deficit cognitivi e stimolandone la plasticità cerebrale.

Tramite tale scoperta, i sintomi neuroinfiammatori che accomunano tutte le malattie neurodegenerative potrebbero trovare una soluzione e il rimedio potrebbe trovare applicazione anche nella lotta contro il morbo di Alzheimer, ad oggi senza cure valide.

Si attendono, pertanto, controprove per questo rimedio. La speranza è che possa risultare efficace il più possibile in maniera tale da alimentare le vite di chi soffre di queto male per ora incurabile.

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