Animali domestici in condominio

18 ottobre 2011 11:240 commentiDi:

La detenzione di animali domestici in un appartamento condominiale è  possibile se non è stata sottoscritto un regolamento contrattuale nel momento della compravendita dell’appartamneto, tuttavia se un condomino fa valere motivate ragioni “prolungate molestie e fastidi da parte dell’animale”, puo’ chiederne l’allontanamento.

Questa regola vale anche per coloro che abbiano votato in sede di assemblea condominiale a favore della clausola di divieto. Anche a loro spetta il diritto d’impugnare la norma illegittima. (Sentenza della Cassazione n. 3705 del scorso 18 febbraio 2011).

La questione della detenzione di animali è spesso al centro di accesi dibattiti tra i condomini. 

Secondo il parere dell’Aduc, sebbene la giurisprudenza non sia di questo avviso, il diritto a vivere un legame affettivo con il proprio animale domestico deve assumere rango costituzionale, trovando tutela nell’ambito dell’art. 2 della Carta Costituzionale, che e’ norma aperta e precettiva (ossia direttamente applicabile):

“La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale”.   


Ciò consentirebbe di limitare ancor di più le clausole che vietano il possesso di animali in quanto le stesse, per essere legittime, dovrebbero a quel punto indicare anche la ragione del divieto (es. molestie, pericolo per gli altri condomini) non potendosi limitare semplicemente a sancirlo. 

Intanto la sentenza sopraccitata della Cassazione ha ribadito: “il divieto di tenere negli appartamenti i comuni animali domestici non può essere contenuto negli ordinari regolamenti condominiali, approvati dalla maggioranza dei partecipanti, non potendo detti regolamenti importare limitazioni delle facoltà comprese nel diritto di proprietà dei condomini sulle porzioni del fabbricato appartenenti ad essi individualmente in esclusiva” . 

Quindi il divieto può essere contenuto solo nei regolamenti contrattuali. Per completezza pare utile ricordare che tale ultima tipologia è quella adottata con il consenso di tutti i partecipanti al condominio.

I regolamenti contrattuali (quindi non assembleari) sono quelli solitamente predisposti dal costruttore ed inseriti nei singoli atti di compravendita. Si tratta di veri e propri contratti che, per costante giurisprudenza, possono imporre degli oneri reali o delle servitù alle unità immobiliari.

 

Ultimo aggiornamento 18 ottobre 2011 ore 13,25






Tags:

Lascia una risposta