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Donne statali pensione a 65 anni

impiegate statali

Dal 1° gennaio 2012, le donne statali potranno andare a riposo solo a 65 anni di età, dagli attuali 61.

Il Consiglio dei ministri ha trovato un accordo sulla norma che innalza a 65 anni l’età di pensione di vecchiaia per le donne dipendenti della pubblica amministrazione, l’innalzamento secco, senza alcuna gradualità, è la risposta data dal Governo Italiano, alle richieste dell’Unione europea. 

La disposizione sarà inclusa attraverso un emendamento alla manovra 2011-12. 

La norma prevede la parificazione dell’età di pensione di vecchiaia, fra uomini e donne, dal primo gennaio 2012 con uno scalone unico, che porterà in un colpo solo, l’età di quiescenza dai correnti 61 ai 65 anni di età., per le dipendenti del pubblico impiego, nulla cambia per le lavoratrici del settore privato. 

Il risparmio di spesa previdenziale previsto, sarebbe pari a circa 1,45 miliardi di euro nel periodo 2012-2019 e il governo dichiara che il provvedimento sulle pensioni prescritto dall’Europa,  “non serve a far cassa” e, assicura il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, “Anche seppure molto limitati, i risparmi, saranno destinati alle politiche di conciliazione tra lavoro e famiglia, attraverso un Fondo ad hoc per le donne, come proposto dal ministro delle Pari opportunità, Mara Carfagna”. 

I diritti di coloro che avranno maturato i requisiti entro il 2011,  dovrebbero essere “salvati”.

Sacconi, infatti, conferma l’inserimento di una clausola di salvaguardia che “consente di certificare il diritto maturato dalle donne entro il 31 dicembre 2011, in modo che anche restando al lavoro possono conservarlo e farlo valere in qualsiasi momento successivo al primo gennaio 2012”.